Chi siamo

ASSEMBLEA aperta a tutte: ogni mercoledì alle 20.00 al Centro di documentazione delle donne (via del Piombo, 5 – Bologna)

Se è la prima volta che vieni ti consigliamo di venire alle 21.30

CONTATTACI!

Mail: viazambonifemminista@inventati.org

Facebook: Mujeres Libres Bologna

Noi Mujeres Libres siamo un collettivo femminista di studentesse e lavoratrici precarie, nato nel 2007 dall’esigenza di incontrarsi e autorganizzarsi tra donne. Partendo dalla libertà di scelta della donna, abbiamo costruito esperienze e iniziative sulla Legge 194, la pillola abortiva RU 486 e la contraccezione, la violenza di genere, la masturbazione e la nostra sessualità.

* Crediamo nella pratica politica dell’autocoscienza.
* Crediamo nella necessità di decostruire l’identità e la sessualità eteronormata, e nella rivendicazione di diritti per tutte le soggettività LGBTI.
* Crediamo sia indispensabile aprire spazi d discussione di genere in tutti i luoghi pubblici e privati: sia in quelli abitualmente attraversati da donne, sia in quelli da cui sono estromesse.
* Crediamo sia indispensabile una nostra presa di parola diretta su tutto ciò che ci riguarda.
* Lottiamo per potere scegliere dei nostri corpi e delle nostre vite libere dall’ingerenza vaticana e dalla cultura maschilista e patriarcale che quotidianamente subiamo.
* Condanniamo e lottiamo contro il femminicidio e la violenza di genere in ogni sua forma, domestica, sessuale, fisica, psicologica, economica, sul lavoro e la sua strumentalizzazione in chiave razzista, xenofoba e sessista.

Pensi anche tu che l’abito bianco non ti faccia più donna e per di più ti ingrassi?
Pensi anche tu che la cellulite non sia una calamità naturale?
Pensi anche tu che la canzone “non sono una signora” sia la colonna sonora della tua vita?!
Pensi anche tu che l’angelo del focolare non sarà il tuo futuro impiego a tempo indeterminato?
Pensi anche tu che la famiglia della mulino bianco nasconda un segreto?
Ti sei rotta le ovaie anche tu di essere precaria e se incontrassi Biagi e Treu per strada faresti loro un culo così?!
Pensi anche tu che se un dio ci fosse di certo non gli interesserebbe della tua attività sessuale?
Pensi anche tu che l’astinenza non si il tipo di contraccettivo che fa per te?

Pensi anche tu che il rosa sia un colore che si addice solo ai maialini? Pensi anche tu che se la pillola del giorno dopo è già un aborto, allora il sesso orale è cannibalismo, l’uso del preservativo è sequestro di persona ed il sesso anale è gettare il/la tu* futur* figli* in un mare di merda?

Pensi anche tu che il sesso abbia un solo fine.. ossia farti godere? Anche tu pensi di avere pochi peli sulla lingua ma tanti sulle gambe?

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ANCORA NON LO SAI MA SEI UNA MUJERES LIBRES!
Chi sono le Mujere Libres?  Un collettivo femminista di studentesse e lavoratrici precarie.
Cosa fanno? Attraverso la pratica dell’autocoscienza trasformano il  loro vissuto personale in rivendicazioni politiche. Ragionano assieme su vari argomenti che le riguardano:s essualità,violenza di genere, masturbazione, LGBIT, imposizioni di ruoli, precarietà, lavoro e tanti altri temi..
Si muovono per cambiare lo stato delle cose attuale (..e non va bene quasi niente dello stato di cose attuale).
Dove e quando si vedono? Ogni mercoledì alle 20.00 @ Centro di documentazione delle donne (Via del Piombo, 5).

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NON HO PIU’ TEMPO PER ESSERE MIA: 

alcune riflessioni a lato di questo 8 marzo (2013)

sono_mia

Le Mujeres Libres per l’8 marzo quest’anno non hanno fatto nulla. Non sono scese in piazza, non hanno manifestato, non hanno fatto iniziative, non hanno organizzato feste.

Ma dove erano in realtà le ragazze del collettivo Mujeres Libres? Qualcuna si affannava tra un primo e un secondo lavoro, qualcun’altra strappava momenti di studio ad un’occupazione precaria, un’altra ancora era a casa ad attendere la possibile chiamata dell’agenzia interinale per una sostituzione di poche ore.
Nessuna ha avuto tempo di scendere in piazza, così come nessuna ha avuto tempo di andarsi a vedere un film o di passare un pomeriggio a fare due chiacchiere con un’amica davanti ad un caffè.

Siamo precarie e studentesse, ovviamente per noi l’8 marzo non sarebbe stata una data in cui fare festa; ciò che contraddistingue però quest’otto marzo da quelli degli anni passati è l’assoluta impossibilità di conciliare la molteplicità degli impegni lavorativi e di studio di ciascuna, riuscendo a ritagliare uno spazio-tempo all’interno della giornata da dedicare ad un’eventuale iniziativa politica. Perché il tempo della politica rientra nel più grande contenitore che è il nostro tempo libero. Libero dal lavoro, libero dallo studio, libero dalla costante ricerca di uno stipendio decente, frutto di un collage di lavori precari, ogni giorno più difficili da mantenere.

Le nostre vite sono ormai governate da una condizione di precarietà lavorativa e, di conseguenza, esistenziale che ci opprime. Il tempo libero non è più un qualcosa di collocabile in modo definito all’interno della giornata o della settimana. Il tempo libero stesso è precario, un qualcosa da sfruttare se e quando c’è. E’ culturalmente svalutato, considerato tempo perso, tempo sottratto a quella che sembra debba essere la ragione di vita di tutti e tutte: il lavoro (o la sua ricerca). Il tempo libero è un privilegio, non un diritto della persona, bensì una fortuna di pochi. Il tempo libero è il rimasuglio all’interno del quale puoi dedicarti finalmente a te stessa e a ciò che ti interessa.
E, purtroppo per noi, il tempo della politica si colloca in questo piccolo contenitore.

La situazione attuale fa quindi in modo che “non si abbia tempo”. La crisi, i tagli al welfare,la precarizzazione del mondo del lavoro, ci mettono nella condizione di una quotidiana lotta per la sopravvivenza che ci pone in uno stato di isolamento dove ciascuna deve concentrare le proprie energie prima di tutto nel tentativo di assicurarsi una continuità di reddito, la possibilità di pagarsi l’affitto, le tasse universitarie, il ticket della visita medica, il biglietto del bus.

Ed è così che il tempo della politica viene inevitabilmente collocato in secondo piano, poiché la possibilità di tentare un cambiamento è vincolata alla sopravvivenza di chi, per quel cambiamento,sta lottando. Il nostro fare politica, quindi, segue dei tempi sempre meno decisi da noi. Ma è in quei tempi, strappati ad una quotidianità feroce che corre sempre più velocemente e che spesso ci sfugge di mano, che possiamo ritrovarci e riappropriarci delle nostre vite, prendere parola, puntare ad un cambiamento trasversale, che non ci veda più schiave del lavoro, della famiglia, delle aspettative che la società ha nei nostri confronti. E’ per questo che il nostro silenzio per l’otto marzo è stato assordante, perché avremmo voluto raccontare le nostre vite.

Ed è così che soltanto col pensiero eravamo al fianco delle donne che nella notte di venerdì hanno battuto le reti in Clarea, al fianco delle compagne che a Roma presidiavano i consultori difendendoli dagli antiabortisti del Movimento per la Vita.
Così come eravamo al fianco di tutte quelle donne che, individualmente o collettivamente, hanno     lottato, non inserendosi all’interno di estemporanee campagne contro la violenza di genere che ci dividono tra donne per bene e donne per male.Campagne ideate ad hoc per favorire questo o quello all’interno delle elezioni e delle logiche di partito. Campagne nelle quali noi non ci riconosciamo.

Preferiamo percorrere un percorso politico che si muova dal basso che, pur non seguendo i tempi dell’agenda politica di movimento, ci permetta di prendere parola, non quando vogliamoma COME vogliamo. Perché ciò che vogliamo è lottare per un radicale cambiamento.

Collettivo Femminista Mujeres Libres – Bologna

One Response to Chi siamo

  1. NICOLETTA FRABBONI says:

    CI PIACEREBBE PARTECIPASTE ALL’INCONTRO CON QUESTA DOCENTE FEMMINISTA CHE HA MOLTO DA DIRCI SULLE DONNE
    CIAO NICOLETTA NORA LUISA
    PER CONTATTO 338 2648211

    VITE, LAVORI E DENARI: DONNE E UOMINI
    SULL’ORLO DI UNA CRISI DI SISTEMA

    Presentano per la

    Rassegna di incontri sullo stato dell’Unione Monetaria Europea

    alla Sala Benjamin-

    Via del Pratello 53 Bologna

    Venerdì 24 gennaio 2014 ore 19

    APERITIVO

    e a seguire

    VITE, LAVORI E DENARI: DONNE E UOMINI

    SULL’ORLO DI UNA CRISI DI SISTEMA

    incontro con ANTONELLA PICCHIO

    Università di Modena e R.E.

    introduce LUISA LINDO

    sarà inaugurata l’opera di Benedetta Iandolo

    installazione “Segni di donne”

    La crisi in atto mette in luce conflitti profondi sulla distribuzione del reddito e delle risorse necessarie ad una vita sostenibile nel tempo e nelle sue molteplici dimensioni. Le donne per la loro esperienza di cura di persone e ambienti di vita sono il soggetto che vede più a fondo gli spessori di questa crisi e le sue radici profonde nella normalità del sistema capitalistico. E’un sistema caratterizzato dal conflitto tra produzione di merci per il profitto e riproduzione sociale di donne e uomini in carne ed ossa. Lo smantellamento del sistema di welfare europeo è il vero obiettivo delle politiche liberiste, il disordine distruttivo della crisi finanziaria è solo lo strumento attualmente più potente per raggiungere il risultato di mortificare ogni aspirazione a una buona vita di tutte e tutti.

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    LA FORNACE è un laboratorio di analisi interdisciplinare sul mondo contemporaneo. Per informazioni e per conoscere l’attività dell’associazione visitate http://www.fornace.info o scrivete a contatti@fornace.info

    IL LABORATORIO METROPOLITANO SUL DEBITO Via San Carlo 42 Bologna è aperto a tutti per informarsi e ragionare sul debito, diffondendo i saperi e i materiali prodotti attraverso iniziative di vario genere. Vuole mettere in relazione economisti ed esperti del settore (teorici), i sindacati di base coinvolti nel progetto (rappresentanti delle/i lavoratori) e la cittadinanza, le lavoratrici e i lavoratori del territorio bolognese e nazionale. Mettere in comune analisi ed esperienze, rivendicazioni e preoccupazioni: domande, ipotesi e risposte per affrontare insieme la crisi che imperversa globalmente e colpisce localmente.

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