sab 19 ott h.15: Mobilitazione contro la guerra di Erdogan: al fianco del Rojava!

Da Bologna aderiamo alla chiamata internazionale di RiseUp4Rojava mobilitandoci nella nostra città contro la guerra di Erdogan in Siria del Nord e anche contro l’Italia e l’Europa che continuano a fare affari con la vendita di armi ai peggiori regimi del mondo.

SABATO 19 OTTOBRE alle ore 15 tutte e tutti in PIAZZA XX SETTEMBRE!

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Dichiarazione delle donne: stop alla guerra di occupazione della Turchia contro il nord e l’est della Siria – Immediatamente!

Condividiamo e sosteniamo un appello di Women Defend Rojava Campaign Committee

Il 9 ottobre 2019 lo Stato turco ha iniziato la sua guerra di invasione e occupazione sul territorio della Siria settentrionale. L’esercito turco sta attaccando tutte le principali città e insediamenti lungo il confine, con attacchi aerei e colpi di mortaio. Secondo le cifre pubblicate da Mezzaluna Rossa Curda (The Kurdish Red Crescent), solo durante i primi cinque giorni di attacchi, sono stati uccisi almeno 46 civili e si contano 139 feriti – tra cui molte donne, bambine e bambini. Attualmente, l’esercito turco insieme a un cosiddetto “esercito nazionale siriano”, composto da mercenari di diversi gruppi terroristici, sta tentando di estendere la propria invasione su quel territorio. Allo stesso tempo, le cellule dormiente dell’ISIS hanno iniziato nuovi attacchi in tutta la Siria settentrionale. Le forze SDF e YPJ-YPG, che hanno liberato la Siria del Nord-Est dal regime terroristico dell’IS, ora stanno dedicando le loro vite per proteggere le persone da nuove occupazioni e massacri. Quelle donne che hanno liberato migliaia di donne della schiavitù sotto IS sono ora bombardate da un esercito NATO.

Milioni di vite, di persone di tutte le diverse comunità etniche e religiose, in questa regione, sono sotto minaccia. Diecimila famiglie sono state sfollate. Oltre ai villaggi popolati principalmente da popolazioni curde e arabe, ci sono stati attacchi mirati a quartieri cristiani. È ovvio che questi attacchi vengono portati avanti con obiettivi di pulizia etnica e cambiamento demografico. L’occupazione turca e i crimini di guerra ad Afrin, a partire da gennaio 2018, sono stati fino ad oggi condonati dalla comunità internazionale. Così, la Turchia s’impegna per espandere il suo territorio e imporre il suo dominio su ulteriori regioni della Siria settentrionale e orientale, violando il diritto internazionale e la sovranità stessa della Siria.

Allo stesso tempo, la Turchia trascura la volontà dei popoli della regione che hanno vissuto insieme pacificamente, sotto l’Amministrazione democratica autonoma. Gli attacchi della Turchia sono diretti contro gli avanzamenti della rivoluzione delle donne nel Rojava, che è stata una fonte di ispirazione per le donne di tutto il mondo. Le donne, che sono state avanguardia nella costruzione di un modello sociale alternativo, per una società democratica ed ecologica basata sulla liberazione delle donne, sono prese di mira dagli attacchi delle squadre assassine jihadiste. Il copresidente del Partito Futuro della Siria, Hevrin Xelef è stata assassinata in un’imboscata il 12 ottobre, mentre era in viaggio per visitare feriti e sfollati nella regione di Til Temir. Nonostante 8 anni di guerra continua in Siria, le regioni dell’amministrazione Autonoma nel Nord-Est della Siria sono riuscite a garantire diritti democratici e rispondere ai bisogni di tutte le persone in questa regione. Centinaia di migliaia di rifugiati di guerra provenienti da diverse regioni della Siria hanno trovato rifugio qui. Senza alcun sostegno degno di nota da parte delle organizzazioni delle Nazioni Unite, questi rifugiati sono stati accolti, protetti e sostenuti dalle strutture dell’Amministrazione Autonoma.

Mentre il governo di Erdogan ha annunciato apertamente questa guerra e i suoi piani di occupazione, la comunità internazionale – compresi gli organi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) – non ha adottato misure adeguate per impedire che ciò accadesse. Inoltre, potenze egemoniche come la Russia e Gli Stati Uniti hanno incoraggiato l’aggressione della Turchia. I genocidi dell’Impero ottomano contro gli armeni e il popolo siriaco nel 1915 e i massacri contro il popolo curdo a Dersim, Halebje, Nussaybin, Cizire, Afrin … sono ancora nelle nostre menti. Oggi di nuovo, i crimini contro l’umanità sono stati preparati ed eseguiti apertamente, poiché il calcolo dei profitti di guerra conta di più del diritto internazionale, dei valori e diritti umani.

Le donne del Rojava hanno sempre sottolineato: “Abbiamo difeso la rivoluzione delle donne con i nostri sacrifici. Conduciamo la nostra lotta a nome di tutte le donne nel mondo”. La guerra della Turchia contro le donne e i popoli del Nord-Est della Siria è un’aggressione contro tutte noi. Mira a colpire gli avanzamenti e i valori delle nostre lotte per i diritti, la libertà e la giustizia delle donne – ovunque. Con la campagna internazionale Women Defend Rojava (Donne in difesa del Rojava), ci uniamo contro il fascismo, l’occupazione e il patriarcato. Alziamo la nostra voce per il riconoscimento dell’autonomia dell’Amministrazione autonoma nel Nord-Est della Siria, per la pace e la giustizia in Siria.

Per prevenire nuovi genocidi e femminicidi nel 21° secolo, esortiamo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, tutti gli organismi competenti della comunità internazionale e i governi ad intraprendere azioni urgenti al fine di:

• Fermare immediatamente l’invasione e l’occupazione della Turchia nel Nord-Est della Siria;

• Istituire una No-Fly-Zone per la protezione delle vite delle persone nel Nord-Est della Siria;

• Prevenire ulteriori crimini di guerra e fermare la pulizia etnica da parte delle forze dell’esercito turco, dell’ISIS, di El Nusra e di altri gruppi terroristici jihadisti;

• Processare tutti i crimini e i criminali di guerra;

• Interrompere il commercio di armi con la Turchia;

• Attuare sanzioni politiche ed economiche contro la Turchia;

• Riconoscere l’Amministrazione autonoma democratica dei popoli del Nord-Est della Siria;

• Adottare misure immediate per una soluzione politica della crisi in Siria con la rappresentanza e la partecipazione delle donne e rappresentanti di persone di tutte le diverse comunità nazionali, culturali e religiose in Siria.

Women Defend Rojava Campaign Committee
15 ottobre, 2019

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Intervento 29 Giugno Corteo XM24 ‘Contro il Nulla che Avanza’.

 

Volevamo condividere con voi il nostro intervento durante corteo il 29 Giugno, e invitarvi, ancora una volta, ad occupare lo spazio per cui siamo scesx per le strade lo scorso mese. Il 17 luglio, alle ore 21, riproporremo la proiezione del documentario “Avortement – Les Croisés Contre Attaquent”
di Alexandra Jousset e Andrea Rawlins-Gaston.

Ci vediamo tuttx in Via Fioravanti 24.

”Iniziava la stagione calda del 2014 e noi la accoglievamo così: tutti i martedì mattina, alle 06e45, ci trovavamo davanti al reparto di ginecologia dell’Ospedale Sant’Orsola. Eravamo lì a togliere spazio a chi spazio non lo dovrebbe avere mai: un gruppo di preganti che snocciolava rosari contro le donne che abortivano. Noi eravamo lì a ribadire che nessuno deve giudicare le scelte delle donne. A fianco a noi pian piano arrivavano degli alleati tra cui  la Sambalotta, a portare tamburi e rabbia fuori da XM24 in prima linea a fianco di noi femministe, che settimana dopo settimana crescevamoLa mobilitazione contro gli antiabortisti è  stata solo uno dei tanti momenti in cui ci siamo mischiate alle pratiche di Xm24. E abbiamo deciso di partire dal ricordo di quelle vincenti giornate per ribadire che XM24 è uno spazio che rende concreta l’intersezionalità delle lotte, e noi vogliamo affermare con forza che c’è bisogno di XM24

Stare insieme, praticare l’autogestione, condividere esperienze crea autodeterminazione, ci unisce per trovare insieme pratiche di resistenza e conflitto che scardinino la logica della sicurezza che vuole strade vuote piene di poliziotti e militari che ci fanno sentire tutt’altro che sicure. O quella che ci vuole dipingere come soggetti indifesi incapaci di scegliere sui nostri corpi e sulle nostre vite, impedendoci di abortire e stigmatizzandoci se lo facciamo. O quella che vuole che bambine e bambini crescano immaginando un solo e unico modo di esistere, fatto di prevaricazioni e repressione. O quella che ci vuole dentro rinchiuse dentro le case che sono spesso per noi luoghi infernali, troppo spesso la nostra tomba.

Per tutto questo abbiamo bisogno di spazio. Pretendiamo spazio. E’ vero, gli spazi sociali sono luoghi che ancora possono e devono dare molto in termini di emancipazione e lotta al sessismo, sia nelle pratiche interne sia per i contenuti che si impegnano a divulgare. E questa è un’opportunità che non va sprecata. Ma una città libera si ha quando le persone con una certa idea di comunità, sorellanza, e solidarietà quelle strade le riempiono insieme, senza farsi intimidire.

Ribadiamo che il femminismo con cui vogliamo contaminarci e contaminare è un femminismo antirazzista, anticapitalista e conflittuale. Siamo con xm perché con loro vogliamo ancora sporcarci le mani per migliorarci insieme, perché vogliamo lottare contro preti e fascisti con ogni mezzo necessario, perché vogliamo decidere delle nostre vite fuori da giochi gerarchici, e lo vogliamo fare con le tantissime compagne che nei progetti come xm24 ci mettono mani e cuore tutti i giorni.

XM grazie alla pratiche dell’autogestione è stato ed è un progetto di socialità fuori dalle logiche del consumo, fuori da quelle logiche per cui ci si può sentire accolte anche se non si è uomo, donna, giovane, abile, ricco, laureato. E’ lì che in questi anni si è cercato di incentivare la responsabilizzazione di tante persone per immaginare e creare una città veramente accessibile a tuttx, ma anche la promozione di modi di apprendimento e di condivisione di saperi fuori dai metodi accademici. Ed è lì che vogliamo che continui il percorso, non certo concluso, verso la creazione di spazi veramente antisessisti e antirazzisti. Le femministe hanno bisogno di spazi in cui creare confrontarsi toccarsi e organizzarsi. Chi attraversa xm ha bisogno di mescolarsi con i pensieri femministi.

Non abbiamo bisogno di vetrine dei negozi, vogliamo consultori che siano in grado di accogliere le esigenze di chiunque.

Non abbiamo bisogno di nuovissime speculazioni edilizie ma servizi gratuiti come gli ospedali senza neanche l’ombra di un ginecologo obiettore o di qualche cattofascista.

Non vogliamo alberghi ma la riappropriazione di spazi abbandonati.

Non vogliamo story telling su cazzate e le bugie di assessori e giornalisti, ma luoghi in cui studiare, leggere e imparare liberamente.

Non vogliamo lavori di merda stagionali al servizio del turista di turno, vogliamo la ridistribuzione del reddito.

            Non vogliamo una città asservita, borghese e razzista ma un’altra città che sia libera e liberata con dentro Xm24 e tutte le ribelli che non hanno mai creduto alle stronzate di questa amministrazione. 

Non smetteremo mai di rivendicare con forza un sistema sanitario che ci faccia partorire, abortire, ci curi, che sia realmente pubblico, accessibile, laico e non legato al permesso di soggiorno.

Esigiamo l’abolizione dell’articolo 9 della 194, vogliamo i medici obiettori su Marte.

Pretendiamo la destigmatizzazione delle donne che non scelgono di conformarsi al ruolo di moglie e madre, neanche nella versione neoliberista, che ci vuole lavoratrici sfruttate, consumatrici e madri a tempo pieno.

Esigiamo più consultori, autogestiti da donne e da alleati femministi.

Pretendiamo che l’accesso a un aborto libero sicuro e gratuito sia garantito anche alle donne migranti.

Vogliamo essere libere dalle logiche del lavoro salariato ed essere libere di scegliere il lavoro che preferiamo oltre i pregiudizi.

Vogliamo la decriminalizzazione e la fine dello stigma per le sexworkers.

Vogliamo scuole pubbliche che non siano aziende, che siano liberate dagli stereotipi di genere, da discriminazioni e dalle ingerenze cattofasciste.

Vogliamo la fine di ogni tipo di violenza sulle donne e sulle altre persone che subiscono le oppressioni del patriarcato.

E per questo abbiamo bisogno anche di spazi libertari autogestiti. Abbiamo bisogno di una città dove XM24 viva pulsante nel cuore della bolognina!

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17/07 ore 21 XM24_Proiezione di “Aborto – Le Nuove Crociate”

MERCOLEDÌ 17 LUGLIO
ORE 21:00
A XM24_via Fioravanti 24 Bologna

titolo originale “Avortement – Les Croisés Contre Attaquent”
di Alexandra Jousset e Andrea Rawlins-Gaston
Francia, 2017, 95 min
Documentario
in lingua originale con sottotitoli a cura di Non Una Di Meno – Milano

In Italia i cimiteri dei feti e la morte di Valentina Milluzzo, che ha perso la vita perchè i medici obiettori si sono rifiutati di operarla. In Ungheria il divieto della pillola abortiva e l””educazione alla vita familiare” nelle scuole. In Francia e in Spagna la nascita di contromovimenti che mirano a neutralizzare le conquiste del transfemminismo, ma si appropriano delle sue pratiche e del suo linguaggio. E poi le lobby all’interno del parlamento europeo. E gli oligarchi russi e gli evangelici americani, che finanziano l’associazionismo “nochoice” in Europa.
Questo e molto altro ci viene raccontato in un documentario dal ritmo incalzante, ricco di informazioni, che non lascia il tempo di riprender fiato. Un documentario necessario e rivelatore, che prova a riallacciare i nodi di una rete internazionale che unisce le chiese cristiane e le destre nazionaliste, unite dalla lotta contro l’aborto e le sessualità non eteronormate.

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Noi stiamo con XM24!

Chiamata per insegnanti

”Un paio di anni fa durante un’assemblea cittadina a XM24 un ragazzo poco più che adolescente raccontò in breve la sua storia. «Io sono palestinese, sono arrivato a Bologna quando ero piccolo e da allora vivo in questo quartiere. Per me la Bolognina è due cose: la scuola Federzoni e XM24».

Quella premessa servì a spiegare che i due luoghi, la sua scuola elementare e il centro sociale, erano per lui importanti punti di riferimento. Luoghi accoglienti, aperti, ricchi di relazioni, in cui tutti potevano sentirsi a casa. Questo accostamento tra una scuola del quartiere e XM24 deve fare riflettere.

Le alunne e gli alunni delle nostre scuole spesso non hanno la possibilità di frequentare i luoghi della città basati sull’obbligo di consumo. Constatiamo quotidianamente il bisogno urgente di spazi di socialità, di condivisione e di cultura liberi e aperti a tutte e tutti.

Per anni abbiamo assistito a insistenti campagne di denigrazione di XM24, associato al tema del «degrado», tema utile per le strumentalizzazioni politiche che criminalizzano le sofferenze sociali, i poveri e le persone più vulnerabili, trasformandole in problemi di ordine pubblico.

Anche noi pensiamo, come il ragazzo di quell’assemblea, che XM24 sia un luogo aperto e accogliente. Un’opportunità di incontrarsi tra persone diverse per età, provenienza sociale e geografica. XM24 è frequentato da giovani e meno giovani, da persone che studiano, che lavorano, da famiglie con bambine e bambini che vivono nel quartiere e trovano lì un luogo di aggregazione e di solidarietà forte e importante.

XM24 in questi anni ha dato risposte a situazioni di disagio e di isolamento grazie al volontariato e all’autorganizzazione di chi lo gestisce. Nessuno cita mai le tante iniziative culturali, le presentazioni di libri, i concerti, i reading, i dibattiti. A XM24 è presente una Scuola di italiano con migranti. E’ attivo uno sportello di consulenza medica e giuridica. Ci sono costantemente laboratori di arte, musica, falegnameria, perfino una Ciclofficina e tanto altro.

Ogni giovedì XM24 si riempie di famiglie che si incontrano al mercato di Campi aperti per stare insieme e, volendo, per acquistare i prodotti biologici di altissima qualità portati direttamente dai produttori della zona.

Nessun politico o amministratore locale ha mai ringraziato il centro sociale per tutta questa ricchezza offerta generosamente al quartiere.

Noi crediamo che XM24 sia un bene prezioso. Il Comune avrebbe il dovere di proteggerlo e salvaguardarlo. Noi insegnanti, cittadine e cittadini della Bolognina, del quartiere Navile e della città tutta ci attendiamo dall’amministrazione comunale che si accorga di questo grande patrimonio di socialità, umanità e solidarietà, un patrimonio che deve continuare ad esistere per il bene del quartiere.”

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