25 aprile 2021 – Vogliamo ricordare, sì, ma nella lotta viva

Sono passati 76 anni da quel giorno simbolo della lotta di tanti e tante che hanno voluto  immaginare un mondo senza oppressioni e non sono rimaste a braccia conserte ad aspettare una salvezza individuale.
Non siamo qui per commemorare ma siamo qua per seguire quella stessa strada  immaginata e tracciata in quel lontano 1945.
Vogliamo ricordare, sì, ma nella lotta viva.

Il nostro transfemminismo è antifascista: nel mondo che vogliamo non c’è autoritarismo machista, non c’è la violenza del capitale che si serve delle gabbie di genere, non siamo angeli di nessun focolare.
Il nostro antifascismo è transfemminista: nel mondo che vogliamo tutto il sistema di oppressioni sarà saltato, comprese quelle che partono dagli stereotipi di genere, che vivono nelle discriminazioni e nelle cui paludi affondano le radici della violenza che quotidianamente viviamo.

Certo che la situazione è diversa da quel ’45, eppure noi ci sentiamo ancora di resistere quotidianamente.

A quelli che chiamiamo movimenti antiscelta, che altro non sono che fondamentalisti cattolici, reazionari, neofascisti foraggiati da fior fior di milioni.

A quelli che si ostinano ad ostacolare, a suon di delibere e tagli, le interruzioni volontarie di gravidanza. Anche per questo è stata usata la scusa dell’emergenza sanitaria, e noi sappiamo che le limitazioni alla possibilità di abortire sono una scelta politica e non emergenziale rivolta contro la libertà di scelta sui nostri corpi, oggetto del loro controllo.

Resistiamo al sistema capitalistico che, mettendo a nudo sempre di più le sue iniquità, inasprisce la sua violenza contro tutti i soggetti marginalizzati e le soggettività dissidenti.

Resistiamo al perpetuarsi delle diseguaglianze che con la crisi pandemica stanno esplodendo, che hanno aggravato il peso del lavoro di cura, delegato ancora una volta quasi esclusivamente sulle nostre spalle.

Resistevamo prima alla violenza di genere e lo facciamo ancora di più ora, costrette a stare nelle case che condividiamo con chi ci maltratta e denigra.
Resistiamo a chi ci uccide con inesorabile costanza, in una società inadeguata a rispondere a questa che è un’emergenza costante, strumentalizzata quando è utile a discorsi identitari, banalizzata quando invece mette in evidenza le fondamenta patriarcali della nostra cultura.

Tutta la nostra vita è un continuo schivare la violenza di genere, mettere in campo strategie per proteggerci, sfuggire dal senso di colpa, dai molteplici stigma che ci intrappolano limitando la nostra libertà di autodeterminarci e che si insinuano nelle vite di ognuna di noi. La nostra semplice esistenza è una resistenza.

Ma anche la nostra resistenza prevede una risposta, e lo facciamo organizzandoci collettivamente.
Lottiamo diffidando dalle narrazioni main stream, pregne della tossicità patriarcale, combattendo la disinformazione e alimentando la controinformazione, sottraendoci a modalità di confronto controproducenti, che incitano all’odio inaridendo i contenuti e prosciugandoli del loro significato complesso.
Lottiamo dando ascolto e spazio alle soggettività direttamente coinvolte che sperimentano vissuti di oppressioni e condividendone le lotte.
Lottiamo con le pratiche di mutuo aiuto nella nostra quotidianità e nei nostri spazi, cercando di arrivare noi con la sorellanza dove le istituzioni non hanno intenzione di arrivare.

Lottiamo ancora, perché essere transfemministe 76 anni dopo il 1945 significa ancora impegnarsi a riconoscere e chiamare i fascismi, che quotidianamente viviamo, con il loro nome.

Mujeres Libres Bologna

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Antifascistə sempre, resistenze contro la crisi!

Appuntamento per Domenica 25 aprile, ore 10, IN PIAZZA DELL’UNITA’ per il corteo!
In questo anno abbiamo visto nascere progetti dal basso di autorganizzazione e solidarietà, che hanno saputo mettere in campo dinamiche di mutuo soccorso e pratiche di resistenza alla crisi sociale. Sicuramente non sufficienti, ma che dimostrano come l’autogestione e l’esistenza di spazi e collettivi siano punti di riferimento fondamentali per rompere il meccanismo della solitudine e fondamentali per chi viene lasciatə indietro.
Il 25 aprile non è solo un fatto cerimoniale o commemorativo, ma è il giorno in cui quelle lotte fatte di antifascismo antirazzismo e femminismo tornano a imporsi nello spazio pubblico per dire che un altro mondo è possibile, un mondo senza sfruttatə e senza sfruttatori!
Ora e sempre resistenza!
Realtà Antifasciste Bolognesi
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????Attenzione: campagna elettorale antiscelta DAD edition in azione! Ecco la nostra solidarietà come risposta


????Ce li abbiamo anche noi! Ma chi?
Gli antiscelta moralizzatori contro la scuola a cui dell’istruzione e crescita dex ragazzx non interessa assolutamente nulla, tanto da strumentalizzare con non-chalance le buone pratiche didattiche ed educative di chi cerca di far vivere una scuola libera e pensante!
☝️I fatti molto in breve: una docente ascolta con la classe (la quale classe propone l’attività) una canzone di Bello Figo. Viene problematizzato il linguaggio utilizzato e il pensiero sotteso. Viene richiesto alla classe di riflettere con un compito a casa. Alt, fermiamoci: sarà mica qui il punto? Sì, perché da qui inizia tutta una catena di cose sbagliate: genitore che protesta con la dirigenza, clamore mediatico grazie a superficiali testate locali manieristicamente scandalistiche, Ufficio Scolastico Regionale che si mobilita costretto dal clamore mediatico, sgomento da parte di futuri aspiranti a palazzo d’Accursio, e – non è finito ma scusate non è colpa nostra – addirittura l’annuncio di un’interpellanza parlamentare al ministro dell’istruzione da parte di un noto deputato bolognese di Fratelli d’Italia.
⚠Quindi no, non sta andando tutto bene! Dai balconi non si canta più ma in compenso si starnazza molto. Purtroppo la campagna elettorale a Bologna è iniziata e non si è persa, neanche stavolta, l’occasione per fare un altro attacco a chi fa pulsare di energie vitali la bistrattata scuola pubblica.
????E quindi ci risiamo: viene assaltata, con la solita modalità sensazionalistica, una docente che compie scelte consapevoli, mirate a formare un pensiero critico nex alunnx. E poi si sa, una spintarella alla svalutazione della figura delle e dei docenti non fa mai male, oltre che è molto utile a incrementare le iscrizioni nelle scuole private!
Vabbé, e quindi? Sai la novità. A noi femministe e transfemministe che c’importa? (A parte il fatto che di rabbia verso le cose sbagliate ci nutriamo).
Allora, ripassiamo un attimo:
✍️- noi, che ogni mattina ci svegliamo sperando di abbattere finalmente il patriarcato, pensiamo che la scuola sia un posto dove si creano saperi e pensieri critici fondamentali per le nostre lotte; dove si può e si deve sperimentare e mettere in discussione il modo di vivere le relazioni, la cultura e la società attuale in cui i/le ragazzx stanno crescendo. Questo è uno dei tanti episodi che portano avanti l’attacco alla libertà di insegnamento di cui invece abbiamo estremamente bisogno.
✍️- ma che è sto familismo? Che cos’è questa intrusione dei genitori nelle scelte didattiche? Come femministe sappiamo bene che la scuola può e deve essere anche una forma di emancipazione, anche dall’ambiente familiare di provenienza, in cui spesso vediamo il riprodursi di dinamiche rigide che vorremmo sovvertire. Abbiamo un bisogno vitale di tutte quelle attività volte a decostruire stereotipi e narrazioni, oltre che capaci di coinvolgere attivamente lx ragazzx partendo da loro.
✍️- la DAD è un flagello: non solo ha riversato sulle madri un carico di lavoro enormemente più pesante, mettendole sempre più spesso davanti alla necessità di scegliere fra lavoro e cura della famiglia, ma ci sta anche dimostrando come pur non avendo le telecamere a scuola abbiamo ormai la scuola dentro le case, addirittura servita in salotto, alla portata di tuttx, anche di chi non si fa scrupoli a strumentalizzarla;
✍️- noi il linguaggio d’odio verso le donne lo combattiamo da un punto di vista femminista, perché è una delle solide basi su cui si fonda la nostra società eteropatriarcale. Ci sorbiamo tutta una sfilza di espressioni e parole che ci denigrano per tentare di “metterci a posto”, per tentare di farci credere che le cose sono così da sempre e per sempre. Viviamo in tempi di controllo e ossessione per il mantenimento del “decoro” che ci ritroviamo quotidianamente come obiettivo delle politiche pubbliche. Vogliono farci star buone invocando il decoro, la decenza, ma noi abbiamo estremo bisogno di prendere innanzitutto coscienza, riflettere, riconoscere e agire per un cambiamento profondo e non di parvenza. Chi ha strumentalizzato questa vicenda non ha alcun interesse a raggiungere la parità di genere. Chi ha strumentalizzato questa vicenda si serve della società patriarcale, ne fa parte, la alimenta, con i discorsi, con le politiche no choice. Ci fate infuriare, e non è una novità, ma non dovete permettervi di parlare a nome nostro, a nome di chi tutti i giorni in tutti i modi in tutti i luoghi cerca di aprire le gabbie in cui il patriarcato ci intrappola.
????Eccoli gli antiscelta No Gender DAD edition, anche se a sto giro non ce l’hanno con l’omosessualizzazione.
????????Esprimiamo piena solidarietà a questa docente, splendida compagna e a tuttx quex insegnanti che svolgono un doppio lavoro all’interno della scuola aziendalizzata, per dare una chance alle nuove generazioni, e alla società che verrà.

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Pensi di essere incinta e hai bisogno di un test di gravidanza? TE LI DIAMO NOI!

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✔️COME FARE AD AVERLI:
Puoi scriverci e organizzarti con una di noi per averli, oppure puoi chiedere alle compagne che troverai nei punti della Colonna Solidale Autogestita.
????Punti di distribuzione della Colonna Solidale Autogestita:
➡️ MARTEDÌ dalle 16 alle 18 al Circolo Anarchico Berneri, in Piazza di Porta S. Stefano 1
➡️ VENERDÌ dalle 16 alle 18 all’Happy Center Bolognina, in via Antonio di Vincenzo 26/A
➡️ VENERDÌ dalle 18 alle 20 a Vag61, in via Paolo Fabbri 110
un gruppo di compagne che mette in pratica il MUTUO APPOGGIO e l’AUTOGESTIONE per affrontare con allegria e solidarietà i problemi quotidiani, affinché nessuna venga lasciata sola e tutte insieme possiamo realizzare un altro mondo possibile basato sulla LIBERTÀ, L’EGUAGLIANZA E LA GIUSTIZIA SOCIALE.
????Le attività che propongono sono le seguenti:
* SPACCIO POPOLARE AUTOGESTITO
????* “SPESA SOSPESA” (raccogliamo e distribuiamo generi alimentari e di prima necessità a chi si trova in difficoltà)
* SPORTELLO MEDICO per via telefonica (consigli igienico-sanitari, in caso di urgenze/necessità anche in presenza)
* sostegno all’iniziativa di solidarietà con i detenuti FACCIAMOLI USCIRE! promossa dall’Associazione Bianca Guidetti Serra e dall’Associazione di Mutuo Soccorso per il diritto di espressione
* solidarietà allo SCIOPERO DEGLI AFFITTI
????INOLTRE È POSSIBILE CONTRIBUIRE AL CROWDFUNDING PER L’ACQUISTO DI ASSORBENTI, TAMPAX, COPPETTE, PANNOLINI ETC QUI. ⬇️
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E’ arrivata La Raffa – Rete Appenninica Femminista

Le compagne ci scrivono:

“Siamo un collettivo appena nato di donne+ e lesbiche+ che abitano in montagna o simpatizzano con questi luoghi, di età e traiettorie di vita molto diverse. Vogliamo fare rete e creare spazi di socialità e lotta nei bellissimi territori che abitiamo, ostili o ignari del femminismo che tanto invece conta nelle nostre vite. Vogliamo spezzare l’isolamento, fisico e politico/esistenziale, che ben conosciamo da quando viviamo in montagna.”

Evviva La Raffa! Salutiamo entusiaste l’arrivo di un nuovo collettivo femminista!! Non vediamo l’ora di incontrarvi XD

Qui di seguito le foto di cartelli e striscioni che hanno sparso per l’appennino bolognese, in particolare queste foto provengono dalla valle del reno, tra Marzabotto e Porretta.

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