La violenza maschile non è una metafora

Aderiamo al comunicato di Non una di meno Bologna
Lunedì scorso, la seduta del Consiglio comunale di Bologna, ci ha offerto uno spettacolo che ben esprime il livello di misoginia e banalizzazione della violenza di genere di cui è portatrice certa politica istituzionale. Il capogruppo del PD, Mazzanti, ha duramente attaccato consigliere e consiglieri di opposizione accusandoli di “strumentalizzare le donne”. Nel mirino di Mazzanti erano finite le critiche giustamente rivolte alla presenza del presidente della regione Emilia-Romagna Bonaccini tra coloro, tutti uomini, che seduti sul palco di una kermesse politica a Sulmona lo scorso fine settimana, si sono fatti reggere l’ombrello da altre, tutte donne, ovviamente mute e per tutto il tempo in piedi, per ripararsi da sole e pioggia.
Eppure, a proposito di strumentalizzazione delle donne, in Consiglio comunale nessuna o nessuno è sembrato accorgersi di un fatto in apparenza meno eclatante ma altrettanto grave. Poco prima, infatti, il consigliere Persiano, dirigente provinciale del PD, invocando l’intervento della Questura per sgomberare XM24, ha detto che “è ora di smettere di violentare la gente del quartiere”. Lo ha fatto soffermandosi proprio sul verbo “violentare”, scandendolo per dare più enfasi alla frase e rafforzare maggiormente la sua “argomentazione”.
L’uso della metafora “politica” dello stupro è sempre grave, soprattutto se banalizzata da un uomo in questo modo. Che sia utilizzata in questi giorni, in Consiglio comunale, per rivendicare la necessità di uno sgombero di uno spazio autogestito ce la rende ancora più indigeribile. Quella di Persiano è un’uscita tanto più inaccettabile data la sua appartenenza al partito che guida l’attuale giunta, che nel documento programmatico di inizio mandato, si è addirittura definita “femminista”.
L’uso di un linguaggio di questo tipo, drammaticamente irrispettoso delle storie di violenza che donne, lesbiche, froce, e trans* vivono davvero ogni giorno, anche in questa città, nello spazio pubblico e nelle relazioni intime, è invece il riflesso di una cultura politica maschile (e maschilista) che non è interessata a mettere in discussione i propri privilegi né tantomeno a cambiare i rapporti di potere nella società. Ed anzi, continua a chiudere o normalizzare spazi di autorganizzazione queer, femminista e transfemminista, e a dare sfogo a pruriti autoritari.
Del resto, il progetto dell’amministrazione sul quartiere della Bolognina, fino ad ora si è concretizzato solo negli sgomberi di esperienze di autogestione come quelle dell’occupazione dell’ex Telecom e di via De Maria – per dirne due, tra quelli effettuati negli ultimi anni -, in tentativi di gentrificazione maldestra a colpi di food scadente a 15 euro a panino, nei monumenti alla desertificazione e alla speculazione come la trilogia Navile o nella militarizzazione delle strade in nome della sicurezza. Tutto questo non va di certo verso la libera attraversabilità del quartiere da parte delle donne.
La nostra safety, ossia il nostro reale benessere e percezione di sicurezza, invece, è direttamente proporzionale alla presenza di legami sociali di solidarietà attiva e non alla legittimazione e concessione di spazio politico a comitati che insorgono, invocando politiche repressive contro ogni manifestazione di vita vivente.
Sentiamo, oggi più che mai, l’esigenza di ribadire uno degli storici slogan del movimento femminista: No agli scambi politici sul corpo delle donne“!
Ribadiamo inoltre la nostra solidarietà a XM24 e a tutte le realtà autogestite: non permetteremo né in questa occasione né in altre che la violenza di genere e del genere, venga ridotta ad argomento pretestuoso per legittimare politiche securitarie e autoritarie.
Posted in General | Leave a comment

Di tatuatori, banane e pubblicità sessiste…

Di tatuatori, banane e pubblicità sessiste. Non è istinto naturale, è cultura patriarcale: il pompino ci piace solo se è consensuale.
Come molte e molti avranno notato, è da qualche mese che la zona universitaria e le strade adiacenti sono state sporcate dalla presenza massiccia di un adesivo vergognosamente sessista, che avrebbe lo scopo di pubblicizzare un tatuatore. Il disegno che campeggia su vari muri, e persino sulla pavimentazione dei portici, raffigura un bambino e una bambina: il maschietto, con un ghigno misto fra il sadico e il divertito, infila nella bocca di lei, con l’espressione tra il sorpreso e il sofferente, una banana; a suggellare la scena già largamente esplicita un’espressione: “natural instinct”. Questo il messaggio a cui il tatuatore in questione ha deciso di affidare la propria operazione di autopromozione: un gesto che iscrive nella categoria della presunta naturalità da una parte la predisposizione ovvia di chi è nata donna di concedersi a una forma fallica,  dall’altra l’istinto di chi nasce uomo nel voler compiere questo atto, da cui scaturirebbe la sua legittimità naturale nel pretenderlo. Gesti che si richiamano alla metafora dominante banane/sesso orale, che di naturale non ha proprio nulla, ma che come tutto ciò che riguarda la sessualità e l’interazione fra le persone (di qualsiasi sesso) deve invece essere attuato sempre e solo in presenza del  consenso esplicito, altrimenti si chiama violenza.
Sin dalla comparsa di questi adesivi sessisti, ci siamo fatte carico della situazione  provvedendo a strapparli in ogni caso in cui fosse possibile o alla copertura con altri adesivi. Questa campagna di boicottaggio ha colpito il tatuatore tanto da spingerlo a cercare un confronto diretto quanto provocatorio con noi, nel corso del quale è stato a lui spiegato perché il suo adesivo fosse offensivo, e quanto fosse grave la sua diffusione sui muri della città. Dopo aver ribattuto con pallide argomentazioni (depoliticizzazione e presunta ingenuità), ha provato a sminuire la situazione, per poi mostrare un accenno di ragionamento, arrivando ad ammettere infine di aver compreso il messaggio esplicitamente sessista dell’adesivo da lui diffuso; si è così impegnato, poi, sotto nostro suggerimento, a fare una dichiarazione pubblica di scuse e a ad evitare in futuro altre campagne pubblicitarie di questo genere. Nei giorni successivi, però,  al momento di essere messe in pratica, queste dichiarazioni sono state disattese, e il tatuatore è tornato sui suoi passi, risfoderando le stesse argomentazioni sminuenti della prima ora, e rincarando con altre molto offensive.
Riteniamo che la nostra campagna contro le pubblicità che strumentalizzano il nostro corpo, e che contribuiscono attivamente a creare un immaginario in cui le donne sono esseri umani sottomessi alla volontà del maschio, debba continuare in questo e in tutti gli altri casi, soprattutto contro chi ha un atteggiamento chiuso, pensa di non essere nel torto e si trincera dietro deboli giustificazioni di comodo. Riteniamo pericoloso che un discorso frutto di una cultura eterosessista milennaria venga diffuso e percepito come naturale, senza tenere conto delle soggettività partecipanti dei loro desideri. Chiediamo dunque a chi vede in giro questo adesivo (o altre pubblicità sessiste) di coprirlo e invitiamo tutt@ a non farsi tatuare da un sessista.

‘’Non è istinto naturale, è cultura patriarcale: il pompino ci piace solo se è consensuale”

Posted in Antisessismo, comunicati&volantini | Leave a comment

Serpentona Femminista, Transfemminista Queer 25 Aprile

Il 25 aprile scendiamo in piazza come femministe e come antifasciste per ribadire che è inimmaginabile una lotta al sessismo che non sia antifascista.
Non tutto il sessismo viene dal fascismo, ma il fascismo é sempre sessista ed é per questo che, da femministe, non possiamo che essere antifasciste. Il 25 aprile scendiamo in piazza. Ci vogliono madri devote alla patria bianca, ci avranno in lotta e pratiche di resistenza.
COMBATTI COME UNA RAGAZZA: SMASH PATRIARCHY AND FASCISM

Ecco il testo della chiamata congiunta la serpentona femminista transfemminista queer:

Anche quest’anno collettivi, gruppi, singolarità favolose femministe e transfemministe queer aderiscono al corteo per la Liberazione, Resistenza e Autogestione.

https://www.facebook.com/events/1533389970018563/

Insieme daremo corpo alla serpentona femminista e transfemminista queer perché vogliamo ribadire, nell’anno che ci ha visto parte della marea di NonUnadiMeno ad organizzare lo sciopero globale delle donne e lo sciopero dei/dai generi dell’8 marzo, che una politica antifascista efficace non può che essere una politica che mette in discussione il maschile egemone e rifiuta i meccanismi dell’onore e della competizione, la retorica securitaria del “proteggiamo le nostre donne”, per rafforzare un movimentoantisessista che combatte la violenza maschile e di genere sulle donne e sulle soggettività LGBTQI e non binarie.
Insieme attraverseremo il corteo con la serpentona Transfemminista queer per portare nello spazio pubblico le pratiche del partire da sé, dell’autogestione dei propri bisogni, dell’autorganizzazione che quotidianamente portiamo avanti contro ogni tentativo di arruolare donne, gay, lesbiche e trans in modo differenziale nelle politiche nazionaliste e razziste del pinkwashing istituzionale.
Insieme ci uniremo alle queer di Xm24 per denunciare la continua limitazione di spazi di autodeterminazione ed affermare che la lotta contro la violenza maschile e la sperimentazione di relazioni, ruoli, sessi e generi diversi dalla coppia etero o omonormata sono un bisogno sociale primario che richiede spazi e autonomia.

Per onorare la memoria degli omosessuali, delle lesbiche e delle persone transgender vittime del nazifascismo, preferiamo essere in piazza con il nostro desiderio e la nostra conflittualità creativa piuttosto che recarci a una commemorazione dove saremmo costrette a vedere amministratori con la fascia tricolore che ricordano i gay ammazzati dai nazisti o torturati nella lontana Cecenia, ma non tollerano l’autorganizzazione e l’autonomia femminista e transfemministaqueer oggi presente in questa città.
Non deleghiamo la nostra autodifesa e non chiediamo protezioni a istituzioni che si autorappresentano come “gay friendly” o addirittura “femministe” e poi si rivendicano lo sgombero di Atlantide, lo sgombero della Consultoria subito dopo l’8 marzo, lo sgombero delle occupazioni abitative.
Per questo saremo in piazza dell’Unità, Martedì 25 Aprile ore 10:00.

Consultoria TransFemminista Queer
Mujeres Libres
Atlantide
Lab. Smaschieramenti

Posted in General | Leave a comment

Xm24 non sei sola!

Nonostante molti tentativi, pianificati o no, non s’è ancora trovato nulla che possa sostituire una strada vivace e animata (Jane Jacobs)

Vogliamo dire, con molta semplicità, che Xm24 è uno spazio autogestito e pubblico che si impegna a diffondere idee conflittuali e pratiche di liberazione e autodeterminazione. Xm24 è di tutte quelle che credono che un altro mondo è possibile. Con il profondo rispetto di chi con impegno, sudore e infinito entusiasmo apre e chiude i cancelli di via Fioravanti 24 ci permettiamo di dire che Xm è una responsabilità di chiunque viva questa città. Abbatterlo per innalzare una città fatta di case costose, vetrine per i turisti, palazzoni alti e brutti che sventrano un quartiere molto caratterizzato come la Bolognina, significa preferire il consumo, il controllo, la paura del diverso, il cemento rispetto a un progetto che è anche un tentativo di creare socialità fuori dalle logiche del mercato e supportare metodi di gestione dal basso di uno spazio pubblico orizzontale e antigerarchico, quale è XM. E’ lì che in questi anni si è cercato di incentivare la responsabilizzazione di tante persone per un pezzo di città, ma anche la promozione di modi di apprendimento e di condivisione di saperi fuori dai metodi accademici. Ed è lì che vogliamo che continui il percorso, non certo concluso, verso la creazione di spazi veramente antisessisti e antirazzisti.

Essere indifferenti verso Xm24 è come dire “fate di questa città quel che vi pare”. A noi gli indifferenti ci piacciono poco, ci piace invece sporcarci le mani e invitare tutte le persone che negli anni abbiamo conosciuto a prendere parte alla battaglia per Xm24.

Come ci conferma il percorso di Non una Di meno, crediamo che l’autogestione sia una pratica faticosa ma vincente, che responsabilizza i/le singole e crea progetti, iniziative, reti, condivisione, solidarietà. Ognuna deve sentirsi coinvolta se pensa che denaro, gerarchie, paura per gli stranieri, le dichiarazioni dei politicanti su degrado e sicurezza non siano la soluzione ai problemi come l’assenza di lavoro e di case.

Il sostegno a Xm è una pratica imprescindibile all’interno del nostro percorso politico che ha l’obiettivo di scuotere questa città promuovendo il conflitto verso il patriarcato e forme di sfruttamento, e la diffusione di pratiche di liberazione. Dando solidarietà a xm24 puntiamo il dito contro giornalisti, opinionisti di ogni sorta, politicanti, fascistelli della prima e ultima ora, che attingono alla logica del degrado e della sicurezza per rintanarci tuttx a casa, mentre descrivono le vie della Bolognina come l’inferno da cui fuggire.

Stare insieme, praticare l’autogestione, condividere esperienze crea autodeterminazione. La logica della sicurezza è quella che vuole strade vuote attraversate da poliziotti e militari e che specula anche sulla difesa delle donne – a quanto pare esseri indifesi – che farebbero meglio a starsene a casa (e poi peccato se sarà proprio lì che cadranno vittime di femminicidio). Ci chiediamo, ormai da troppi anni, come uomini armati con il mito della sicurezza nazionale contro lo straniero possano davvero diffondere tranquillità e serenità. Lo ribadiamo a gran voce che le strade libere le fanno le donne libere che le attraversano, che l’operazione Strade sicure è stato un fallimento, e che la sicurezza delle donne non ha bisogno di maschi armati ma di spazi liberi in cui si devono intersecare autogestione e pratiche femministe.

Gli spazi sociali sono luoghi che ancora possono e devono dare molto in termini di emancipazione e lotta al sessismo, sia nelle pratiche interne sia per i contenuti che si impegnano a divulgare. E questa è un’opportunità che non va sprecata. Una città libera si ha quando le persone con una certa idea di comunità, sorellanza, e solidarietà quelle strade le riempiono insieme, senza farsi intimidire da chi descrive chi non si accontenta come nemici, perditempo, o chissà cosa.

La sicurezza che vogliamo è quella dell’autogestione.

Per gli spazi sociali, per questa città, per la nostra libertà.

Con orgoglio e dolcezza a fianco di xm24.

Posted in comunicati&volantini | Leave a comment

Attenzione!

La nostra assemblea è rimandata a domani, giovedì 9 febbraio, sempre alle 20 sempre al Centro delle Donne in via del Piombo.

Oggi saremo presenti ad altre due assemblee importantissime per la città in cui viviamo e a cui invitiamo tutt* a partecipare:

L’assemblea di #NonUnaDiMeno verso lo sciopero globale delle donne de #LottoMarzo alle 20.30 al Centro delle Donne in Via del Piombo

L’assemblea pubblica cittadina dalle 20.30 a XM24 che dopo 15 anni di attività da pochi giorni è ufficialmente sotto sgombero: entro il 30 giugno 2017 tutti i collettivi che lo occupano devono, infatti, lasciare vuoto l’immobile per restituirlo alla proprietà, il Comune, che, per fini istituzionali, lo trasformerà in una nuova Caserma dell’Arma dei Carabinieri.

Posted in General | Leave a comment