Il primo Laboratorio sul Consenso delle Mujeres!

Il 10 Ottobre alle 19.00 saremo a XM24 con il nostro primo Workshop sul Consenso!

Infatti dall’8 al 13 Ottobre si svolgerà l’Eclectic Tech Carnival, evento femminista di condivisione di capacità tecniche, nato ad Amsterdam 10 anni fa e riproposto per la prima volta a Bologna!

L’ETC è un evento autorganizzato e autogestito che ha l’obiettivo di promuovere pratiche di empowerment e narrazioni differenti di solidarietà e comunità: si passa dalla pura programmazione, alle performance artistiche, dalla cura della salute al dibattito politico. 

Abbiamo quindi deciso di partecipare ideando un Laboratorio misto sul Consenso:  chiederemo alle partecipanti di mettersi in gioco in prima persona, attraverso i propri vissuti e le proprie idee e sensazioni riguardo a cosa significa per noi consenso. Il tutto sarà basato su una conivisione in un luogo protetto e non giudicante, in cui l’obiettivo è quello di far emergere un dibattito che generi domande e spunti di riflessione, più che delle risposte.

Per rendere il workshop gestibile e creare un clima che agevoli la condivisione, abbiamo deciso di fissare un numero massimo di partecipant*.

Per iscriversi mandate una mail a viazambonifemminista@inventati.org, oppure iscrivetevi direttamente a XM24 dall’8 Ottobre!

Vi aspettiamo! 😀

Mujeres Libres Bologna

 

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La teoria economica leghista: un fontana di merda!

Oggi sabato 15 settembre a Sassuolo il Ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana verrà a presentare il libro “La culla vuota della civiltà. All’origine della crisi”, all’interno di quel ridicolo carrozzone fascio-leghista che è il SecchiaFest.

Il libro, scritto a quattro mani con Ettore Gotti Tedeschi, banchiere autodefinitosi “capitalista cattolico”, lancia un grido d’allarme riguardo alla probabile estinzione del popolo italico causata dal “terribile inverno demografico di un popolo [che ne] cancella il futuro e l’identità, rappresentando inoltre la principale causa del declino economico di una nazione” (Fonte). Secondo Fontana, che cita la ricerca Eurostat Cerberus 2.0, non ci sono dubbi: “La crisi demografica in Italia sta producendo numeri da guerra. E’ come se ogni anno scomparisse dalla cartina geografica una città come Padova” (Fonte). La prefazione, scritta da Matteo Salvini, continua affermando che “complici le politiche poco lungimiranti degli ultimi anni, e la precisa scelta di colmare il gap demografico con i flussi migratori, le famiglie italiane sono progressivamente scomparse dalle priorità politiche e nei fatti, oggi, scoraggiate a fare figli” (Fonte).

Ancora una volta in questa società patriarcale e, in particolare in questo momento politico in cui i fascismi alzano la testa forti di un chiarissimo appoggio istituzionale, ritorna in voga il progetto fascista che vuole la donna moglie e madre, pronta a sostenere la patria. Vengono colpevolizzate le donne che scelgono di autodeterminarsi e di non avere figli e le soggettività migranti additate come le cause fondanti della crisi economica: le prime colpevoli di “ridurre la produttività per la mancanza di giovani afflussi al mercato del lavoro” (Fonte) e le seconde di rubare posti di lavoro e aumentare la criminalità nel Paese.

Il Ministro Fontana è già famoso per le sue dichiarazioni catto-fasciste che promettono di togliere alle donne la possibilità di decidere sul proprio corpo a difesa della tradizionale famiglia patriarcale, bianca, etero e italiana in cui fare figli diventa un dovere, non più una scelta. Ma in questo caso la pericolosità di queste posizioni è rafforzata dalla collaborazione ideologica dell’economista Gotti Tedeschi, che oltre ad essere ex presidente dello IOR, nonchè  Consigliere per i problemi economico-finanziari ed etici nei sistemi internazionali durante il Governo Berlusconi e  Consigliere d’amministrazione della Cassa Depositi e Prestiti, è tutt’ora docente di Etica della Finanza all’Università Cattolica di Milano. Secondo l’economista, infatti, la vera origine della crisi economica è la crisi demografica (Fonte) contro cui il governo sembra quindi promettere una vera e propria guerra.

La pericolosità del libro sta nel presentarsi  come un vero e proprio saggio di economia con la chiara pretesa di dare autorevolezza scientifica e giustificazione istituzionale alle politiche antiabortiste e razziste dell’attuale governo.

Dobbiamo svelare ogni fascismo e sessismo che si maschera da saggio scientifico o peggio ancora da “libertà di pensiero”. Misoginia, razzismo e fascismo non sono un’opinione. Che possiamo fare quindi di fronte a questo clima sempre più reazionario? Facciamo quello che abbiamo sempre fatto, e senza paura. Lo diciamo a noi stesse e lo diciamo a tutte: non facciamo finta di niente, non pensiamo che siamo spacciate o che non c’è nulla da fare. Creiamo collettivi e reti, guardiamoci in faccia, aiutiamo le realtà autogestite a crescere, siamo unite di fronte alla repressione. E non limitiamoci alle nostre bolle militanti: se fosse una semplice guerra tra noi e “i cattivi” sarebbe fin troppo semplice. Dobbiamo parlare ogni giorno di antifascismo e femminismo nei modi adeguati alle possibili complici che troviamo nel nostro quotidiano. E’ finito il tempo dell’indifferenza visto che possiamo vedere tranquillamente come il ragionamento “se li combatti dai loro più visibilità” abbia totalmente fallito. Non è il tempo del riposo ma di una lotta umile, costante, intelligente che non lascia indietro nessuna. Sporchiamoci le mani.

Se non ci sono più esempi da seguire, saremo noi stesse il nostro esempio!

 

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Riprendono le assemblee!

 

Hey hey! Siamo riemerse!
Oggi, mercoledì 5 settembre 2018, riniziano le assemblee!
Se volete passare a trovarci per la prima volta ci trovate a Bologna in via del Piombo n° 5 alle h 21e30! 


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Libertà per Gulizar Tasdemir!

Aderiamo all’appello della Rete Jin di solidarietà con le lotte delle donne kurde e invitiamo alla massima condivisione!

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Resistenti, libere e autodeterminate: basta odio cattofascista!

”Fermiamo questo gioco perverso, tuteliamo i nostri figli”: è questo il titolo dell’evento organizzato sabato 07 luglio scoso presso una sala consiliare di Via Battindarno, mentre noi ci trovavamo al Pride. A promuoverlo, lontani da tutti e sicuri che in una giornata come quella sarebbero stati al riparo da contestazioni dirette, è stato Evita Peron , il dipartimento femminile di Forza Nuova, uno dei più feroci partiti fascisti italiani, che può così, in una sala concessa dal quartiere Reno-Borgo Panigale, portare avanti,indisturbatamente, la solita campagna d’odio. Quest’associazione rivendica il ruolo della donna e della famiglia al servizio della patria e della tradizione fascista, e sono gli stessi che venerdì 06/07 hanno recapitato al sindaco Merola ”indumenti da donna volutamente provocanti”, citiamo, affinchè li indossasse per partecipare al Pride. Durante l’ evento si è dibattuto sull’ art 609 quater c.p. a cui l’associazione si appella per paragonare l’educazione sessuale e alla paritá di genere nelle scuole alla violenza sessuale inflitta ai minori, portando avanti un discorso perfettamente in linea con le politiche razziste, familiste, antiabortiste e antigender dell’attuale governo. E non è un caso infatti che il neoministro dell’istruzione Bussetti, in continuità con chi l’aveva preceduto negli ultimi due mandati, nelle scorse settimane abbia incontrato ufficilamente Gandolfini, il principale organizzatore del Family Day e dei Bus No gender che hanno infestato le strade di tutta Italia nei mesi scorsi, andato a chiedere di fermare la fantomatica ”colonizzazione ideologica del gender nelle scuole”. Dalle sale consiliari dei quartieri delle città ai palazzi di governo i cattofascisti si organizzano e stringono alleanze che saranno, tutto lascia presagire, produttive.

Facendo appello ad una pretesa naturalità della coppia uomo-donna, organizzazioni come queste vogliono escludere e marginalizzare la complessità delle identità che sono scese in piazza oggi orgogliosamente e che tutti i giorni vogliamo incontrare per le strade, resistenti, libere e autodeterminate.

Perciò, come Mujeres Libres, vogliamo sottolineare l’importanza di prendere posizione contro attacchi pubblici come questi, che attentano, con discorsi di odio, il diritto di tutte e tutti all’autodeterminazione. L’educazione sessuale, all’affettività e alla parità di genere nelle scuole è sotto attacco perchè è fondamentale per combattere e sdradicare gli stereotipi di genere che giustificano intolleranza e violenza, perché è uno strumento fondamentale per l’ottenimento di una maggiore consapevolezza di sè, delle altre, per la pratica del rispetto reciproco, per l’autodeterminazione sui corpi.

Noi siamo libere di vivere e di esprimerci, e condanniamo l’appello all’intolleranza di queste associazioni pro-odio, altro che pro-life! Gli attacchi degli ultimi giorni possono sembrare simbolici, ma sono ciò che domani guiderá e giustificherá le aggressioni subite nelle strade. La violenza simbolica è la stessa violenza fisica che tutti i giorni minaccia i nostri corpi nelle strade (e non solo). La nostra presenza in piazza è stata una rivendicazione contro ogni tipo di violenza subita, non solo perché non ci arrendiamo all’eteronormatitività imposta e alla violenza che comporta, ma perché essere ”pride” significa anche ribadire la necessità di combattere il fascismo sempre e comunque con ogni forma e mezzo. Torniamo alle basi dell’attivismo e del vivere comune: organizzaimo collettivi, denunciamo gli atteggiamenti fascisti e razzisti con le persone con cui lavoriamo e viviamo, creiamo reti di mutuo appoggio, occupiamo spazi, creiamo servizi autogestiti, scambiamoci informazioni e facciamo controinformazione, prendiamo il tempo per riflettere, per smascherare ogni infiltrazione razzista e sessista anche la più banale, cerchiamo alleate nel nostro quotidiano, combattiamo coraggiosamente senza vergogna contro ogni prevaricazione.

Ieri, oggi e sempre, la nostra esistenza è una RE-ESISTENZA!!!

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