Slut Walk Transfemminista: non più un’aggressione senza risposta! OGGI ALLE ORE 19:00


Oggi anche noi saremo alla slut walk, insieme allƏ sorellƏ Laboratorio Smaschieramenti
Siamo stanche di doverci difendere dalla violenza machista, omolesbobitransfobica che si abbatte sulle nostre vite.
Ci vogliamo vivƏ e liberƏ!
????Le strade sicure le fanno lƏ transfemministƏ che le attraversano ????

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22/05/1978: 43 anni dalla legge 194 e ancora lottiamo per abortire!

????22/05/1978: 43 anni dalla legge 194 e ancora lottiamo per abortire!????
⚠️Obiezione di coscienza, stigma, traumi psicofisici e disinformazione sono gli ostacoli che ancora oggi rendono difficile l’accesso ad un aborto libero e sicuro. Per non parlare dell’unione tra ultracattolici e destre reazionarie, in Italia come nel mondo, che cercano in tutti i modi di minare la nostra libertà di scelta e il nostro diritto all’autodeterminazione. I gruppi antiscelta si sono sempre più radicati nel territorio nazionale, determinati ad ostacolare la piena applicazione della 194, a suon di delibere e infiltrazioni nei consultori e accaparramento di fondi pubblici.
???? Noi siamo qui, ancora una volta, per ribadire che sui nostri corpi, sulla nostra salute, sul nostro piacere decidiamo noi!
???? Vogliamo
➡️aborto libero da ostacoli
➡️procedure chiare e non pregiudicanti nei consultori come negli ospedali
➡️possibilità di aborto farmacologico in ogni struttura pubblica
➡️l’uscita dalle strutture pubbliche degli antiscelta sedicenti prolife, che minano continuamente la nostra libertà di scelta.
????Abbiamo sempre abortito, e sempre abortiremo!????
????

Sei una persona che ha scelto di intraprendere una IVG?
Contattaci se vuoi, noi mujeres libres ci siamo per supportarti come e quando vuoi! ????

Forse desideri la compagnia ed il supporto di una voce amica. che ti sia accanto, anche se telefonicamente, al di là dell’iter sanitario, una donna che ti dia sostegno nella tua scelta.
Noi Mujeres Libres ci siamo! Scrivi il tuo numero ad uno dei nostri canali e il modo in cui preferisci sentirci (ad esempio chiamata telefonica o whatsapp) e sarà nostra premura contattarti nei tempi e nei modi da te richiesti per supportarti.

E’ da marzo 2020, infatti, nel pieno dell’emergenza sanitaria, che abbiamo deciso di mobilitarci per supportare e sostenere tutte le persone che scelgono di intraprendere un’interruzione volontaria di gravidanza, sul cui iter procedurale la crisi pandemica ha gravemente influito.

A questo link puoi trovare una piccola guida pratica che abbiamo fatto per abortire a Bologna e dintorni.
https://mujeres-libres-bologna.noblogs.org/files/2021/03/Guida-allInterruzione-Volontaria-di-Gravidanza-IVG.pdf

 

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BASTA TERRICIDIO! Camminiamo insieme per proteggere la vita sulla Terra

Anche noi Mujeres Libres aderiamo alla CAMMINATA CONTRO IL TERRICIDIO organizzata da RAFFA – RETE APPENNINICA FEMMINISTA e BSD – BRIGATA SOLIDARIETÀ DONNE. VI INVITIAMO A PARTECIPARE IL 22 E 23 MAGGIO!

qui il comunicato di lancio:

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“BASTA TERRICIDIO!
Camminiamo insieme per proteggere la vita sulla Terra.                                                Questa camminata nasce in Argentina dal Movimento de Mujeres Indigenas por
el Buen Vivir, donne indigene che si sono riunite in un cammino che si concluderà il 24 maggio a Buenos Aires, per esigere che il terricidio sia considerato un crimine contro la natura e di lesa umanità.
Il termine TERRICIDIO racchiude in sé tutte le forme di sterminio attuate
dal sistema:
-Genocidio delle popolazioni indigene che vivono in connessione profonda con la natura
-Ecocidio distruzione della natura e di tutte le forme di vita animali e vegetali -Femminicidio l’oppressione, la violenza, lo stupro e l’uccisione delle donne da parte del sistema misogino e patriarcale
-Epistemicidio eliminazione di tutti i saperi altri dalla scienza, dalla medicina e dalla cultura occidentale, bianca, dominante.
In Italia, noi, donne e soggetti non binari di età, provenienza, cultura diverse vogliamo far sentire alta la voce delle delle donne indigene, condividere le loro lotte e i loro valori,  seguendo il loro esempio.
Troppo spesso infatti abbiamo subito passivamente e senza ribellarci le scelte devastanti di chi ci governa che hanno saccheggiato, contaminato, reso sterile, il territorio nel quale viviamo e messo a rischio la salute nostra e delle generazioni future.
Ora vogliamo dire BASTA! E’ ora di far sentire la nostra voce e con questa marcia vogliamo dire al mondo che noi siamo e saremo custodi della terra nella quale abitiamo!
Siamo consapevoli che noi tutti esseri umani dipendiamo interamente dalla salute della nostra terra, dalla salubrità dell’aria, dell’acqua e del suolo che produce il cibo che  mangiamo, proprio come tutti gli altri esseri viventi su questo pianeta.
Siamo anche consapevoli che è necessario rivedere drasticamente i nostri stili di vita che al momento hanno un effetto devastante soprattutto sull’esistenza di chi non vive in  occidente.
Dalla salute della Terra dipende la nostra salute!
Dall’Appennino alla pianura bolognese, noi denunciamo e ci opponiamo a progetti di costruzione di opere che causerebbero o stanno già causando la distruzione di ecosistemi, l’innalzamento delle polveri sottili e di CO2, l’inquinamento delle falde acquifere, dissesti idrogeologici, perdita di biodiversità animale e vegetale in ambienti finora protetti.
Ci riferiamo innanzitutto al progetto di costruzione di un nuovo enorme polo logistico ad Altedo nella Pianura Bolognese (complessivamente 100 ettari!!) in un’area umida protetta che causerà danni irreversibili a flora e fauna autoctona, nonché la distruzione dell’ultima risaia rimasta in territorio bolognese.
Ci riferiamo al progetto di costruzione di un nuovo impianto di risalita al Corno alle Scale, in una vasta area protetta che ospita la maggior biodiversità della regione Emilia- Romagna.
Ci riferiamo al disastro ambientale nel fiume Reno del 28 luglio 2020 quando lo svaso della diga di Pavana effettuato da Enel Green Power, ha riversato nel torrente Limentra e quindi nel fiume Reno, una gran quantità di detriti e di fanghi causando una riduzione dell’ossigeno nell’acqua con conseguente moria di pesci e danni irreversibili a tutto l’ecosistema fluviale. Ad oggi Enel Green Power continua ad essere l’ente gestore dell’impianto.
Ci riferiamo al progetto del comune di Bologna di realizzare oltre mille alloggi e migliaia di metri quadrati di terziario e commercio, tali scelte porterebbero alla eliminazione di tutta la copertura forestale attualmente presente nei 45 ettari dei prati di Caprara.
Ci riferiamo alla cementificazione massiccia e alla continua costruzione di supermercati e ipermercati, parcheggi, stazioni di servizio per il rifornimento di carburanti, nuovi centri residenziali, che stanno cambiando il volto dei paesi in cui viviamo.
PER QUESTE RAGIONI CI UNIAMO ALLE NOSTRE SORELLE CHE IN ARGENTINA E IN
TUTTO IL MONDO SONO IN MARCIA:
“CAMINAR PARA SANAR – CAMMINARE PER GUARIRE”
PER QUESTE RAGIONI INVITIAMO TUTTE LE DONNE E LE LIBERE SOGGETTIVITÀ DI GENERE DISSIDENTE
SABATO 22 MAGGIO E DOMENICA 23 MAGGIO
ALLA CAMMINATA CONTRO IL TERRICIDIO
INVITIAMO ANCHE LA CITTADINANZA TUTTA A RAGGIUNGERCI E SOSTENERCI AD OGNI SOSTA TRA UNA TAPPA E L’ALTRA

RAFFA – RETE APPENNINICA FEMMINISTA
BSD – BRIGATA SOLIDARIETÀ DONNE
Info e adesioni: noterricidio@gmail.com”

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Diffondiamo le parole della Collettiva Rabbia Trans!

Di posizioni sedicenti femministe escludenti, che convergono clamorosamente con cattofascisti reazionari (e manco se ne vergognano), di sicuro possiamo e dobbiamo farne a meno!????
????Siamo persone trans, uomini trans e donne trans, donne cis, queer,
lesbiche, bisessuali.
Non siamo uomini cis. Non siamo uomini che si credono donne. Siamo t
ransfemministe e siamo queer.
Non ci facciamo strumentalizzare dalla destra, come sta facendo
Arcilesbica, che non sta contestando l’appoggio dato loro da Simone Pillon e da Primato Nazionale.
Arcilesbica si nasconde e si vittimizza dietro alle loro posizioni
transfobiche verso il DDL Zan. Ci aspettavamo questa reazione perché oltre che violente, sono anche prevedibili. Oltre a condividerne prese di posizione, seguono anche i soliti copioni del vittimismo di destra.
Arcilesbica pure avendo capito di essere un fantoccio nelle mani delle destre, calvalca l’onda e gode della visibilità che può dare alle loro istanze, dimenticando chi sono i veri nemici.
Abbiamo aspettato qualche giorno per osservare meglio le reazioni, ora è arrivato il momento di rivendicare quanto fatto alla sede legale di Arcilesbica. Abbiamo restituito una piccolissima parte di quella violenza che Arcilesbica agisce tutti i giorni, da anni, prima ancora del dibattito sul DDL Zan. Due scritte non sono niente rispetto ai continui attacchi che riceviamo da loro e (dai loro alleati) dalla destra cattolica. Siamo contro la città del decoro e non c’è spazio per i discorsi di odio di Arcilesbica nell nostra città e in nessun altro luogo.
Non abbiamo mai minacciato fisicamente alcuna donna né abbiamo intenzione di farlo, al contrario di quanto è stato dichiarato. Siamo contro la violenza di genere, contrastiamo ogni giorno la violenza contro le donne cis e trans, contro le froce, contro le compagne. Abbiamo solo fatto in modo che una contraddizione fosse palese e abbiamo espresso la nostra rabbia, com’è giusto che sia. Le nostre vite non sono un argomento di discussione. La rabbia non si ferma.
!????Collettiva Rabbia Trans!????
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25 aprile 2021 – Vogliamo ricordare, sì, ma nella lotta viva

Sono passati 76 anni da quel giorno simbolo della lotta di tanti e tante che hanno voluto  immaginare un mondo senza oppressioni e non sono rimaste a braccia conserte ad aspettare una salvezza individuale.
Non siamo qui per commemorare ma siamo qua per seguire quella stessa strada  immaginata e tracciata in quel lontano 1945.
Vogliamo ricordare, sì, ma nella lotta viva.

Il nostro transfemminismo è antifascista: nel mondo che vogliamo non c’è autoritarismo machista, non c’è la violenza del capitale che si serve delle gabbie di genere, non siamo angeli di nessun focolare.
Il nostro antifascismo è transfemminista: nel mondo che vogliamo tutto il sistema di oppressioni sarà saltato, comprese quelle che partono dagli stereotipi di genere, che vivono nelle discriminazioni e nelle cui paludi affondano le radici della violenza che quotidianamente viviamo.

Certo che la situazione è diversa da quel ’45, eppure noi ci sentiamo ancora di resistere quotidianamente.

A quelli che chiamiamo movimenti antiscelta, che altro non sono che fondamentalisti cattolici, reazionari, neofascisti foraggiati da fior fior di milioni.

A quelli che si ostinano ad ostacolare, a suon di delibere e tagli, le interruzioni volontarie di gravidanza. Anche per questo è stata usata la scusa dell’emergenza sanitaria, e noi sappiamo che le limitazioni alla possibilità di abortire sono una scelta politica e non emergenziale rivolta contro la libertà di scelta sui nostri corpi, oggetto del loro controllo.

Resistiamo al sistema capitalistico che, mettendo a nudo sempre di più le sue iniquità, inasprisce la sua violenza contro tutti i soggetti marginalizzati e le soggettività dissidenti.

Resistiamo al perpetuarsi delle diseguaglianze che con la crisi pandemica stanno esplodendo, che hanno aggravato il peso del lavoro di cura, delegato ancora una volta quasi esclusivamente sulle nostre spalle.

Resistevamo prima alla violenza di genere e lo facciamo ancora di più ora, costrette a stare nelle case che condividiamo con chi ci maltratta e denigra.
Resistiamo a chi ci uccide con inesorabile costanza, in una società inadeguata a rispondere a questa che è un’emergenza costante, strumentalizzata quando è utile a discorsi identitari, banalizzata quando invece mette in evidenza le fondamenta patriarcali della nostra cultura.

Tutta la nostra vita è un continuo schivare la violenza di genere, mettere in campo strategie per proteggerci, sfuggire dal senso di colpa, dai molteplici stigma che ci intrappolano limitando la nostra libertà di autodeterminarci e che si insinuano nelle vite di ognuna di noi. La nostra semplice esistenza è una resistenza.

Ma anche la nostra resistenza prevede una risposta, e lo facciamo organizzandoci collettivamente.
Lottiamo diffidando dalle narrazioni main stream, pregne della tossicità patriarcale, combattendo la disinformazione e alimentando la controinformazione, sottraendoci a modalità di confronto controproducenti, che incitano all’odio inaridendo i contenuti e prosciugandoli del loro significato complesso.
Lottiamo dando ascolto e spazio alle soggettività direttamente coinvolte che sperimentano vissuti di oppressioni e condividendone le lotte.
Lottiamo con le pratiche di mutuo aiuto nella nostra quotidianità e nei nostri spazi, cercando di arrivare noi con la sorellanza dove le istituzioni non hanno intenzione di arrivare.

Lottiamo ancora, perché essere transfemministe 76 anni dopo il 1945 significa ancora impegnarsi a riconoscere e chiamare i fascismi, che quotidianamente viviamo, con il loro nome.

Mujeres Libres Bologna

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