Abortembre 2022

ABORTEMBRE: un mese e più di lotte e dibattiti su aborto, corpi e conflitto transfemminista

Il 28 settembre è la giornata internazionale per l‘aborto libero, sicuro e gratuito.
🌎 Da sempre la lotta per l’accesso all’IVG (interruzione volontaria di gravidanza) è internazionale e, al di là dell’emergenza dell’obiezione di coscienza, è necessario avere uno sguardo oltre confine per supportare le compagne che da anni lottano in ogni parte del mondo per riaffermare il diritto di decidere sui propri corpi.


🗓 Le imminenti elezioni politiche ci prospettano un futuro soffocante, qualunque sia il risultato: nella peggiore delle ipotesi, al motto di “dio, patria e famiglia”, vivremo un’imposizione dei ruoli di genere che vedono il corpo femminile soltanto nella sua funzione riproduttiva; nella migliore, invece, non cambierà nulla. Dobbiamo continuare a battere il ferro sul diritto all’aborto e sull’autodeterminazione dei corpi femminili e per andare incontro a questa spinta e alla giornata del 28 settembre, ecco una serie di appuntamenti
[seguiranno ulteriori dettagli ma, intanto, agende alla mano!]

🔻 24 settembre al VAG61 dalle 18:00
Tavola rotonda su Aborto: lotte dal basso e pratiche di mutuo aiuto in Italia con numerose realtà transfemministe che si occupano di supporto all’aborto (Collettiva Isterica, Obiezione Respinta, RICA Pro-choice, Sportello GRETA di Nudm Firenze, Women on Web, IVG ho abortito e sto benissimo con contributo video). A seguire ceniamo insieme.
Qui l’evento -> https://www.facebook.com/events/648929400266446/
[A causa di questioni logistiche vincolanti, la serata si sovrapporrà al Festival “Some Prefer Cake” (someprefercakefestival.com). Supportiamo le sorelle del SPC e moltiplichiamo gli eventi transfemministi in città!]

🔻 26 settembre al Guernelli dalle 18:00
Genitorialità e maternità dissidenti con Linda Porn -𝑝𝑢𝑡𝑎, 𝑚𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑡𝑒𝑟𝑎 𝑦 𝑎𝑟𝑡𝑖𝑠𝑡𝑎- e  Laura madre lesbica transfemminista. (E’ previsto uno spazio bimbə per chi ne avesse bisogno)
Qui l’evento -> https://www.facebook.com/events/415943390681873/

🔻 28 settembre in corteo per l’aborto libero, sicuro e gratuito nelle strade e nelle piazze di Bologna con Non Una Di Meno e la rete trasfemminista della città.

🔻 16 Ottobre Circolo Anarchico Berneri
Pranzo + proiezione con dibattito di “Nuestra libertad
regia di Celina Escher.

🔻 Ottobre (giorno da definire)
Presentazione fanzine sulla rappresentazione dell’aborto in film e serie tv. Subito dopo socialità frivola con aperitivo.

📣Qui la nostra intervista per Radio Città Fujiko su Abortembre
https://www.radiocittafujiko.it/aborto-un-mese-di-lotte-e-dibattiti-per-lautodeterminazione-delle-donne/

 

 

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Abortisco e non mi pento 2022

La campagna #abortiscoenonmipento è nata dal 2012 dalla necessità di sovvertire la narrazione sull’aborto. 
è una raccolta di percorsi in cui le donne condividono la loro esperienza di interruzione di gravidanza, superando l’idea che abortire sia una scelta che in futuro rimpiangeremo o qualcosa di traumatico e doloroso.
– Quest’anno con l’avanzare della destra ultracattolica sentiamo ancor di più la necessità di riappropriarci della narrazione sull’aborto per questo abbiamo pensato di rilanciare la campagna #abortiscoenonmipento aggiungendo anche la possibilità di raccontare la violenza esercitata sulle persone gestanti nel loro percorso verso l’interruzione della gravidanza. 
– Abbiamo deciso di raccogliere anche storie che riguardano l’incontro con gli obiettori e gli atteggiamenti stigmatizzanti e colpevolizzanti. E anche quegli atteggiamenti che sminuiscono e offendono le persone non binarie/trans/queer che vogliono abortire ma non rientrano nell’idea di femminilità che il personale medico si aspetta.
COSA PUOI FARE
Puoi mandarci un testo scritto, una foto, un disegno, un fumetto, una registrazione, una richiesta di incontrarci e raccontarci a voce. Ci impegniamo a rendere pubblica la tua storia affinché anche altre possano leggerla e sentirsi meno sole. 
Scrivici: viazambonifemminista@inventati.org o contattaci sulle nostre pagine Fb e IG Mujeres Libres Bologna
A questo link puoi leggere i racconti pubblicati nella prima raccolta 
Adesso basta, sovvertiamo la narrazione! Insieme possiamo tutto
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Di aborto ne parlino le dirette interessate

CHICAGO, ILLINOIS – MAY 14: Abortion rights demonstrators march into downtown following a rally in Union Park on May 14, 2022 in Chicago, Illinois. (Photo by Scott Olson/Getty Images)

La notizia che la Corte Suprema statunitense ha cancellato la possibilità di abortire negli Stati Uniti ci ha riempito di rabbia. I confini, le distanze e gli oceani non ci impediscono di sentirci nella stessa battaglia che molte sorelle transfemministe portano avanti da decenni.

Siamo inorridite dall’ipocrita dibattito che si è scatenato in Italia: uomini e opinionisti mediocri che parlano di aborto come se in Italia non ci fossero problemi di accesso all’Interruzione Volontaria di Gravidanza, come se nel nostro paese fosse un diritto garantito e tutelato. Sappiamo bene come i politicanti locali, i meschini borghesi schiavi della morale ecclesiastica e il senso comune siano a dir poco giudicanti verso chi vuole abortire o ha abortito. Sappiamo benissimo che non si sta facendo assolutamente niente per combattere il primo vero ostacolo per rendere l’aborto accessibile: eliminare ogni traccia di obiezione di coscienza. Noi, che abbiamo abortito, che sosteniamo le donne che lo fanno, che lottiamo per l’accesso all’IVG, sappiamo che l’aborto non è il tema del momento e che le nostre vite e le nostre decisioni sono molto di più di ipocrite opinioni dell’ultimo minuto. Degli uomini, delle influencer, delle opinioniste che saccheggiano dati per veicolare saperi come se fossero frutto di studi privati e non di lotte collettive non ci interessa, di aborto ne parlino le dirette interessate.

Riproponiamo quindi la raccolta di testimonianze di chi ha abortito e l’ha vissuto come un atto di autodeterminazione, senza quella retorica parternalista che ci vorrebbe vittime,tristi o colpevoli.

Abortisco e non mi pento, raccolta di testimonianze sull’aborto: https://mujeres-libres-bologna.noblogs.org/campagna-abortisco-e-nonmipento/

La fanzine della campagna Abortisco e non mi pento: https://mujeres-libres-bologna.noblogs.org/post/2017/10/27/la-fanzine-della-campagna-abortisco-e-non-mi-pento/abortisco-e-non-mi-pento-2/

Vi invitiamo anche a raccontare la vostra esperienza di IVG o di obiezione mandandoci una mail qui -> viazambonifemminista@inventati.org

Inoltre, consapevoli che l’aborto non è un tema ma un campo di battaglia, vi ricordiamo dei lavori utili:

Guida Pratica all’Interruzione di Gravidanza: https://mujeres-libres-bologna.noblogs.org/files/2022/03/guida-ivg-20221.pdf

Mappatura dal basso dell’obiezione di coscienza in Emilia Romagna: https://mujeres-libres-bologna.noblogs.org/files/2021/09/opuscolo-mappatura.pdf?fbclid=IwAR1pjlNsLhIMXYLvNfZzVCohbYwIDmMFIBlnfQLGSjp4-gwyu-AI77C3mys

If abortions aren’t safe, neither are you

Mujeres Libres Bologna

 

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LOTTA ALLE BASI in Sardegna e ovunque 

SABATO 4 GIUGNO 2022 ALLE ORE 19:00 

📣 La collettiva sarda Assemblea Lotto3antimilitarista presenta la fanzine autoprodotta in seguito a “Scorda le basi”, azione separatista di transfemministə, lesbichə, trans, queer dell’8 marzo 2020 alla base militare Nato di Teulada (CA).
A dialogare con lə compagnə sardə, ancora in lotta in queste stesse settimane, ci saranno La Collettiva Matsutake, Lesbiche Bologna e Mujeres Libres Bologna.
🟣 Sarà presente un banchetto per la distribuzione della fanza.

_NoiLaBaseLaVogliamoTechno_lotta alle basi in Sardegna e ovunque

📌 Da decenni lo Stato italiano affitta la Sardegna alla NATO, alla Turchia, a Israele e a tanti altri per provare le bombe che poi verranno lanciate sui civili. La guerra produce morti già a partire dai luoghi in cui viene preparata, inquinando, facendo ammalare le persone, devastando terra e mare.
📌 In questi stessi giorni la Sardegna è circondata da navi militari. Abbiamo appreso attraverso un’ordinanza senza preavviso, che 17 spiagge sono state interdette con divieto per qualsiasi attività per consentire esercitazioni e simulazioni militari lungo le coste.
✊ 🔻 Insieme alle compagne dell’Assemblea Lotto3antimilitarista discuteremo di antimilitarismo da una prospettiva transfemminista e di come in questa lotta convergano diverse battaglie.
📍 L’occupazione militare sottrae parti del territorio alla popolazione, per sperimentazioni e simulazioni di guerra. Ad essere coinvolte sono anche la lotta ambientalista per la salute, per la terra, l’antimilitarismo, l’anticolonialismo e il transfemminismo.
🔥 Come scritto nella fanzine,”non c’è transfemminismo senza antimilitarismo”, perché il militarismo é la cultura della violenza e dello stupro, ed essere transfemministə antimilitaristə significa essere per l’autodeterminazione e contro ogni forma di gerarchia di dominio e di sopruso. Se, come si è urlato nelle manifestazioni, “la guerra parte da qui” è doveroso chiedersi quali siano le pratiche di lotta che qui possiamo mettere in campo.
💪Supporta la lotta:
🎁Le spese che la cassa intende sostenere sono legate alla lotta contro l’occupazione militare intrapresa dal corteo di Capo Frasca (settembre 2014) in poi (copre anche le spese legali)
Bonifico: IBAN IT40D3608105138263281063295
Intestataria: Emanuela Falqui
Ricarica PostePay
numero carta: 5333 1711 2593 7447

Contra su mere 

e su machista

Faghimus sa lota 

anticolonialista

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25 Aprile 2022. Con i popoli oppressi. No alla vostra guerra!

Il 25 aprile in Italia è festa della liberazione dal nazifascismo,  una data importante da ricordare,  bellissima da far conoscere in tutto il mondo rispetto agli studi di genere e al ruolo attivo e rivoluzionario delle donne nella resistenza. Ma il 25 aprile,  per noi  oggi, è una data simbolica di lotta per rilanciare e riportare nelle strade, nei discorsi, nelle pratiche le lotte, le resistenze, la controinformazione rispetto ai fascismi che avanzano  in un’ ottica tranfemminista, antifascista e internazionalista .
E per questo, purtroppo, oggi , davanti all’ invasione della  Russia in Ucraina ci ritroviamo a parlare di guerra imperialista, anzi guerre imperialiste, cioè  guerre fatte solo per la conquista di territori e risorse; guerre  che, oltre a devastare  tutto e opprimere, affamare, disperare  i popoli e i territori  in senso concreto e materiale, lo fanno anche a livello simbolico, distruggendo tutto quello che negli anni è stato costruito e negando lautodeterminazione delle soggettività e dei popoli: i ruoli di genere vengono rigidamente ripristinati, i razzismi inaspriti, le minoranze represse.
La guerra di invasione di Putin è la più grave minaccia alla pace internazionale. Il principale responsabile di questa pericolosa evoluzione è l’imperialismo statunitense, che dalla caduta dell’Unione Sovietica, attraverso l’espansione della NATO, ha consolidato la sua rete militare globale, e lanciato guerre di invasione come nei casi di Afghanistan e Iraq, per intensificare la sua ingerenza nelle varie parti del mondo e deporre governi a suo piacimento. Washington ha favorito in Russia e nell’Europa dell’Est l’adozione di un brutale programma neoliberista che ha creato le condizioni di instabilità e un vuoto di potere colmato da una deriva di estrema destra nella maggior parte di questi paesi, specialmente in Russia. Per questo, ma non solo, non siamo né con Putin né con la Nato, complici in questo tipo di strategia.
E’ in questa situazione che gli Stati nazionali Europei dimostrano e rivelano tutta la loro ipocrisia, i fascismi e neofascismi più o meno espliciti, le cattive alleanze, la propensione sempre più efficace al modello imperialista e neoliberista, in un atroce valzer di  mostruose ipocrisie. 
Infatti succede che la Polonia accoglie le donne ucraine sopravvissute agli stupri di guerra dei rastrellamenti di Putin  ma impedisce loro di abortire ,  mentre in Italia sono benvenute dopo  aver perso tutto , per essere mandate a lavorare in riviera dove  la manodopera non si trova per il forte sfruttamento. Sono Polonia e Ungheria  ad accogliere le rifugiate ucraine ma a respingerle se sono nere. Allo stesso modo le soggettività trans non possono lasciare l’ Ucraina e essere accolte perché  nei loro documenti sesso e genere non coincidono. Chi sta accogliendo le persone in fuga dalla guerra sono Stati che non hanno diritti riproduttivi , che sono usciti o vogliono uscire dalla Convenzione di Istanbul, che da  anni  sono diventati  paesi a zero accoglienza di migrante rifugiatə mentre non hanno neanche il coraggio di pronunciare il nome di Putin , sottendendo un tacito appoggio filoputiniamo.
Contemporaneamente  la propaganda di Putin per la prima volta nella storia riconosce le minoranze lgbtqa+ invitandole, anzi,  costringendole ad arruolarsi dopo che per decenni le ha solo perseguitate , negato ogni spazio di esistenza e autodeterminazione anche nel diritto e senza nessuna sanzione per questo. 
In una democrazia liberale  e legislativamente più avanti in tema di diritti civili, come l’Italia , l’ imperialismo guerrafondaio viene sostenuto con  un continuo aumento delle spese militari per  appoggiare la Nato: soldi che sono stati sottratti alla sanità ancora piegata (dalla pandemia) e dagli aiuti alle donne in difficoltà e ai nuclei più poveri, mentre il costo della vita  diventa sempre più alto.
Vediamo ancora una volta come le polarizzazioni Nato – Russia risultano insensate in una connesione internazionale dove lo Stato Nazionale Patriarcale è sempre presente e attivo. 
Da transfeministe antifasciste  abbiamo ben presente come questa polarizzazione risulti inutile rispetto all’avanzamento delle destre in Europa, aventi come programma “bloccare l’ immigrazione e aumentare le nascite“, poco importa se si dovesse arrivare a negare il diritto all aborto e adottare “lgbtq free zone”, senza che la sedicente civilissima Unione Europea faccia nulla. Programma che si prende sempre piu spazio in maniera strategica con ingenti somme di denaro che provengono allo stesso modo e in connessione tra loro da oligarchi russi di cui segnaliamo Malofeev, il quale sostiene che “tocca a noi restituire all’ Occidente il favore della liberazione dal comunismo anticristiano”. Questi soldi finanziano movimenti ultracattolici e conservatori tipo Citizen Go in  Spagna o Manif pour tous in Francia, ma sono somme che provengono anche da e verso gli Stati Uniti. Tanti soldi per finanziare movimenti e campagne che riescono a fare pressioni sul Parlamento Europeo e organizzare eventi internazionali con agende segrete tipo il Word Congress of Family. Come si puo’ capire dal loro programma iniziale gli estremisti cattolici sono alleati dei partiti di destra e neofascisti . 
Agiscono su due fronti: nei paesi dove le destre sono già in piena ascesa populista, lo fanno attraverso leggi e programmi politici “Pro vita e famiglia”, negli altri, tipo l’ Italia, attraverso associazioni apparentemente dal basso o in maniera simbolica facendo pressioni che non hanno potenza nel diritto ma hanno funzione nell’immaginario collettivo poichè celano fini populisti. Questo avviene, ad esempio, attraverso la costruzione del fantasma del “gender”, in attesa che personaggi inquietanti delle destre nazionali tipo Pillon e Salvini possano prendere spazio e, che politicanti di destra nelle giunte comunali e regionali, possano lavorare per l’implementazione di queste politiche oscure.
Di fronte a tutto questo e alle nefandezze che  una guerra comporta su tutto ma soprattutto sui corpi delle donne e delle minoranze, noi trans femministe antifasciste siamo in un perenne stato di resistenza e allerta: 
– condanniamo , denunciamo gli stupri di massa come strumento di guerra  compiuti dai soldati russi , chiediamo forti sanzioni e condanne per le violenze in atto
ribadiamo la solidarietà attiva a tutti i popoli oppressi dalle guerre
– siamo interconnesse  ai movimenti antimilitaristi femministi russi che lottano per la pace e sostengono le persone vittime delle forti repressioni di Putin contro chi prova a sabotare la guerra 
– sosteniamo il no alla guerra della neonata e transnazionale Assemblea Permanente Contro la guerra chcon lo slogan “Strike the world” sta costruendo giornate di sciopero internazionale per sabotare la guerra.
– invitiamo a creare e solidarizzare con atti di resistenza sui terriori , a creare momenti piccoli di controinformazione e momenti grandi di sciopero e solidarietà internazionale,ma anche e soprattutto di antimilitarismo e sabotaggio. A questo proposito prendiamo ad esempio e siamo solidali con il movimento di  donne, lesbiche, trans e soggettivita non binarie presenti  e attive  in Sardegna che, in un tranfemminsmo legato all’antimilitarismo e per la liberazione dei territori da guerra e violenze sull ecosistema, da quando è iniziata la guerra , tentano azioni di sabotaggio, blocchi e sanzioni dei luoghi fisici e simbolici di questa guerra, che siano aereoporti militari o basi Nato.
Buon 25 aprile! Buone resistenze per un mondo transfemminista, ecologista, libero da cattofascisti e imperialismo 
Mujeres libres Bologna  
 
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