Xm24 non sei sola!

Nonostante molti tentativi, pianificati o no, non s’è ancora trovato nulla che possa sostituire una strada vivace e animata (Jane Jacobs)

Vogliamo dire, con molta semplicità, che Xm24 è uno spazio autogestito e pubblico che si impegna a diffondere idee conflittuali e pratiche di liberazione e autodeterminazione. Xm24 è di tutte quelle che credono che un altro mondo è possibile. Con il profondo rispetto di chi con impegno, sudore e infinito entusiasmo apre e chiude i cancelli di via Fioravanti 24 ci permettiamo di dire che Xm è una responsabilità di chiunque viva questa città. Abbatterlo per innalzare una città fatta di case costose, vetrine per i turisti, palazzoni alti e brutti che sventrano un quartiere molto caratterizzato come la Bolognina, significa preferire il consumo, il controllo, la paura del diverso, il cemento rispetto a un progetto che è anche un tentativo di creare socialità fuori dalle logiche del mercato e supportare metodi di gestione dal basso di uno spazio pubblico orizzontale e antigerarchico, quale è XM. E’ lì che in questi anni si è cercato di incentivare la responsabilizzazione di tante persone per un pezzo di città, ma anche la promozione di modi di apprendimento e di condivisione di saperi fuori dai metodi accademici. Ed è lì che vogliamo che continui il percorso, non certo concluso, verso la creazione di spazi veramente antisessisti e antirazzisti.

Essere indifferenti verso Xm24 è come dire “fate di questa città quel che vi pare”. A noi gli indifferenti ci piacciono poco, ci piace invece sporcarci le mani e invitare tutte le persone che negli anni abbiamo conosciuto a prendere parte alla battaglia per Xm24.

Come ci conferma il percorso di Non una Di meno, crediamo che l’autogestione sia una pratica faticosa ma vincente, che responsabilizza i/le singole e crea progetti, iniziative, reti, condivisione, solidarietà. Ognuna deve sentirsi coinvolta se pensa che denaro, gerarchie, paura per gli stranieri, le dichiarazioni dei politicanti su degrado e sicurezza non siano la soluzione ai problemi come l’assenza di lavoro e di case.

Il sostegno a Xm è una pratica imprescindibile all’interno del nostro percorso politico che ha l’obiettivo di scuotere questa città promuovendo il conflitto verso il patriarcato e forme di sfruttamento, e la diffusione di pratiche di liberazione. Dando solidarietà a xm24 puntiamo il dito contro giornalisti, opinionisti di ogni sorta, politicanti, fascistelli della prima e ultima ora, che attingono alla logica del degrado e della sicurezza per rintanarci tuttx a casa, mentre descrivono le vie della Bolognina come l’inferno da cui fuggire.

Stare insieme, praticare l’autogestione, condividere esperienze crea autodeterminazione. La logica della sicurezza è quella che vuole strade vuote attraversate da poliziotti e militari e che specula anche sulla difesa delle donne – a quanto pare esseri indifesi – che farebbero meglio a starsene a casa (e poi peccato se sarà proprio lì che cadranno vittime di femminicidio). Ci chiediamo, ormai da troppi anni, come uomini armati con il mito della sicurezza nazionale contro lo straniero possano davvero diffondere tranquillità e serenità. Lo ribadiamo a gran voce che le strade libere le fanno le donne libere che le attraversano, che l’operazione Strade sicure è stato un fallimento, e che la sicurezza delle donne non ha bisogno di maschi armati ma di spazi liberi in cui si devono intersecare autogestione e pratiche femministe.

Gli spazi sociali sono luoghi che ancora possono e devono dare molto in termini di emancipazione e lotta al sessismo, sia nelle pratiche interne sia per i contenuti che si impegnano a divulgare. E questa è un’opportunità che non va sprecata. Una città libera si ha quando le persone con una certa idea di comunità, sorellanza, e solidarietà quelle strade le riempiono insieme, senza farsi intimidire da chi descrive chi non si accontenta come nemici, perditempo, o chissà cosa.

La sicurezza che vogliamo è quella dell’autogestione.

Per gli spazi sociali, per questa città, per la nostra libertà.

Con orgoglio e dolcezza a fianco di xm24.

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Attenzione!

La nostra assemblea è rimandata a domani, giovedì 9 febbraio, sempre alle 20 sempre al Centro delle Donne in via del Piombo.

Oggi saremo presenti ad altre due assemblee importantissime per la città in cui viviamo e a cui invitiamo tutt* a partecipare:

L’assemblea di #NonUnaDiMeno verso lo sciopero globale delle donne de #LottoMarzo alle 20.30 al Centro delle Donne in Via del Piombo

L’assemblea pubblica cittadina dalle 20.30 a XM24 che dopo 15 anni di attività da pochi giorni è ufficialmente sotto sgombero: entro il 30 giugno 2017 tutti i collettivi che lo occupano devono, infatti, lasciare vuoto l’immobile per restituirlo alla proprietà, il Comune, che, per fini istituzionali, lo trasformerà in una nuova Caserma dell’Arma dei Carabinieri.

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Non solo ROBE DA FEMMINiste – reading e cena

_Nell’ambito del ‘Qualchemartedì’ di Vag61_
https://vag61.noblogs.org/qualchemartedi/

“Ma che c’avranno da dirsi? Assemblee, chiacchiere, mail, sguardi incrociati, e chiacchiere, e ancora assemblee…Ma che si diranno tutte queste donne insieme? Ma che hanno da dirsi?
Ditemelo, ditemelo, ditemelo!!!”

Ecco, se vuoi sapere che caspita si dicono le femministe fra loro vieni a Vag 61

martedì 24 gennaio alle ore 19:00.

ore 19.00 READING: COME SOPRAVVIVERE AL PATRIARCATO; “Lettura corale di testi femministi e sovversivi”.
A cura di Mujeres Libres.
Poi presentazione del collettivo e illustrazione delle attività in corso. Ed è probabile che dopo qualcuna ti attaccherà una pezza lunghissima mentre stai andando al bar; e allora sì, ancora chiacchiere femministe!

A SEGUIRE CENA DI AUTOFINANZIAMENTO per il collettivo

Se vuoi aiutarci in cucina e verificare tu stess@ il pregiudizio “le femministe non sanno cucinare” contattaci per venire a darci una mano! Oppure vieni a conoscerci senza cucinare (tanto magari un pentolone da lavare avanza!).
Ok, vuoi venire comunque prima perché pensi che le chiacchiere della serata non ti basteranno? Non temere, ti accogliamo a braccia aperte!

PS per i machisti: radunatevi insieme da una parte che appena finiamo tutto vi raccontiamo due o tre cose sull’antissessismo.

Senza tregua,
orgoglio&dolcezza,

Mujeres Libres

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

link e altro:
– per partecipare ai tavoli dell’assemblea nazionale NONUNADIMENO 2a tappa: Bologna
https://nonunadimeno.wordpress.com/portfolio/contribuisci/

-se vuoi offrire ospitalità alle compagnei che vengono da fuori a casa tua (anche sul divano) puoi scrivere a: info@casadonne@gmail.com

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La violenza non è MAI amore

La violenza non è MAI amore

Da alcuni giorni su tutti i social troviamo il video dell’intervista a Ylenia, durante il programma televisivo pomeridiano di Mediaset condotto da Barbara D’Urso, Pomeriggio 5.

A stupirci non è solo la spettacolarizzazione e la mercificazione da parte della conduttrice in questione di tragedie come quella di Ylenia, la ragazza di Messina che ha rischiato di morire per mano del fidanzato che ha tentato di darle fuoco sulla porta di casa.

A disgustarci e inorridirci è il modo in cui Barbara D’Urso ha giustificato l’aggressione dell’uomo, chiedendo in diretta televisiva alla ragazza se sapesse che queste violenze avvengono spesso per il “troppo amore”.

La violenza si perpetua anche e soprattutto attraverso la narrazione che ne danno i media, spesse volte inappropriata e fuorviante. Le parole di Barbara D’Urso sono anche un insulto pubblico ad anni di lotte femministe che mostrano come la violenza sulle donne sia dovuta alla cultura del possesso patriarcale.

Una conduttrice con un seguito di oltre 2 milioni di spettatori dovrebbe seriamente ripensare alla responsabilità e al peso delle sue parole. Una violenza non si compie per amore. Poiché l’amore non concepisce violenza alcuna, fisica né psicologica.

Vogliamo dire basta al sessismo nei media, alla mercificazione dei femminicidi e alla giustificazione della violenza maschile attraverso l’utilizzo di una terminologia fuorviante e impropria.

La violenza non è MAI amore.

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Chi va posto a giudizio – qualsiasi forma di giudizio – non è e non sarà mai la vittima di violenza

Il nostro comunicato di solidarietà alla ragazza stuprata alla sede della Raf a Parma da alcuni di quelli che avrebbero dovuto essere dei compagni.
(Per un resoconto più dettagliato dei fatti: https://abbattoimuri.files.wordpress.com/2016/11/4crepe.pdf)

Se potessimo prendere la nostra comprensione, il nostro affetto, la nostra empatia, le nostre emozioni, il rumore delle nostre pance intrecciate, i nostri silenzi, e i nostri sospiri.
Se potessimo prendere le ore passate insieme a riflettere, a interrogarci, ad ascoltarci, a organizzarci.
Se potessimo prendere tutti i minuti passati a sentir parlare di violenza, a rialzarci da una storia di violenza, a condannare una storia di violenza.
Se potessimo prendere tutto quello che ognuna di noi ha provato quando abbiamo subito, quando abbiamo ascoltato, quando abbiamo sofferto, quando abbiamo fatto un passo avanti.
Ecco, se tutto ciò che ci scorre nelle vene, quando una con l’altra capisce che “non è sola”, potessimo prenderlo e metterlo in qualche forma, faremmo un gigantesco pacco dove farti stare.
La nostra sincera solidarietà e le nostre riflessioni di lotta quotidiana ad una cultura patriarcale e violenta sono quello che vorremmo offrire e mettere in campo per te e per ogni donna che la subisce. La nostra sincera convinzione che combattere l’isolamento di chi subisce violenza, e dare un sostegno politico e umano, è davvero un tassello importante per non soccombere.

Non abbiamo a ora una chissà quale analisi dei fatti. Ne abbiamo sentito parlare anni fa e ora di nuovo giù a discuterne. E se siamo arrivate a questo punto, forse è il caso che qualche domanda ce la facciamo. O meglio noi di domande ce ne facciamo e anche tante. Sul come le esprimiamo e su chi dovrebbe trovare le risposte ad alcune annose questioni sulle violenze e soprattutto sulle violenze negli spazi ancora di strada ne abbiamo da fare. Una strada in salita per cui abbiamo attrezzatura, schiena dritta e uno zaino carico. Ma è una strada che, se percorsa da sole, ci fa tornare indietro, al punto di partenza. È ora che di sessismo se ne occupino tutti e tutte, è ora che il femminismo non sia più una delega e neanche un tribunale, è ora che si faccia autocritica su come, dove e quando si debba affrontare il problema. È ora che nessuno venga più giustificato. È ora che anche gli uomini senza ancelle emancipatrici si sveglino. Che se il patriarcato era solo un problema delle donne da mo’ che era finito! Sul come fare questo percorso è ovvio che dobbiamo ancora riflettere, trovare mezzi e metodi adeguati, perché è chiaro che finora non ci sono state grandi vittorie, ma non saranno le femministe a dover far tutto. È tempo che ognun@ si guardi allo specchio e di fronte al sessismo in qualsiasi forma non faccia finta di niente. Avremo, ahinoi, ancora occasione di parlarne.

Ribadiamo che contro la violenza la solidarietà nelle sue mille sfaccettature fa la differenza. Ribadiamo che l’oggetto da porre sotto giudizio – qualsiasi forma di giudizio – non è e non sarà mai la vittima di violenza. Ribadiamo che sostenere chi ha subito violenza è la cosa prioritaria. Ma non dobbiamo dimenticarci chi è uno stupratore e chi sono i suoi complici (e con complici intendiamo non solo chi è uno stupratore, ma tutti quelli che in questo periodo hanno sprecato parole per “giudicare” la ragazza). Certo i sessisti ci fanno schifo, ma quello che proviamo per i “compagni” che mischiano estetica militante con analisi infime a fini stigmatizzanti è qualcosa di più, qualcosa di più che non ci farà dimenticare questa storia.

Che i nostri sguardi complici diventino reti invincibili.
Che le nostre lacrime diventino ferite salate per chi ce le ha provocate.

Mujeres Libres Bologna

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