La violenza non è MAI amore

La violenza non è MAI amore

Da alcuni giorni su tutti i social troviamo il video dell’intervista a Ylenia, durante il programma televisivo pomeridiano di Mediaset condotto da Barbara D’Urso, Pomeriggio 5.

A stupirci non è solo la spettacolarizzazione e la mercificazione da parte della conduttrice in questione di tragedie come quella di Ylenia, la ragazza di Messina che ha rischiato di morire per mano del fidanzato che ha tentato di darle fuoco sulla porta di casa.

A disgustarci e inorridirci è il modo in cui Barbara D’Urso ha giustificato l’aggressione dell’uomo, chiedendo in diretta televisiva alla ragazza se sapesse che queste violenze avvengono spesso per il “troppo amore”.

La violenza si perpetua anche e soprattutto attraverso la narrazione che ne danno i media, spesse volte inappropriata e fuorviante. Le parole di Barbara D’Urso sono anche un insulto pubblico ad anni di lotte femministe che mostrano come la violenza sulle donne sia dovuta alla cultura del possesso patriarcale.

Una conduttrice con un seguito di oltre 2 milioni di spettatori dovrebbe seriamente ripensare alla responsabilità e al peso delle sue parole. Una violenza non si compie per amore. Poiché l’amore non concepisce violenza alcuna, fisica né psicologica.

Vogliamo dire basta al sessismo nei media, alla mercificazione dei femminicidi e alla giustificazione della violenza maschile attraverso l’utilizzo di una terminologia fuorviante e impropria.

La violenza non è MAI amore.

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Chi va posto a giudizio – qualsiasi forma di giudizio – non è e non sarà mai la vittima di violenza

Il nostro comunicato di solidarietà alla ragazza stuprata alla sede della Raf a Parma da alcuni di quelli che avrebbero dovuto essere dei compagni.
(Per un resoconto più dettagliato dei fatti: https://abbattoimuri.files.wordpress.com/2016/11/4crepe.pdf)

Se potessimo prendere la nostra comprensione, il nostro affetto, la nostra empatia, le nostre emozioni, il rumore delle nostre pance intrecciate, i nostri silenzi, e i nostri sospiri.
Se potessimo prendere le ore passate insieme a riflettere, a interrogarci, ad ascoltarci, a organizzarci.
Se potessimo prendere tutti i minuti passati a sentir parlare di violenza, a rialzarci da una storia di violenza, a condannare una storia di violenza.
Se potessimo prendere tutto quello che ognuna di noi ha provato quando abbiamo subito, quando abbiamo ascoltato, quando abbiamo sofferto, quando abbiamo fatto un passo avanti.
Ecco, se tutto ciò che ci scorre nelle vene, quando una con l’altra capisce che “non è sola”, potessimo prenderlo e metterlo in qualche forma, faremmo un gigantesco pacco dove farti stare.
La nostra sincera solidarietà e le nostre riflessioni di lotta quotidiana ad una cultura patriarcale e violenta sono quello che vorremmo offrire e mettere in campo per te e per ogni donna che la subisce. La nostra sincera convinzione che combattere l’isolamento di chi subisce violenza, e dare un sostegno politico e umano, è davvero un tassello importante per non soccombere.

Non abbiamo a ora una chissà quale analisi dei fatti. Ne abbiamo sentito parlare anni fa e ora di nuovo giù a discuterne. E se siamo arrivate a questo punto, forse è il caso che qualche domanda ce la facciamo. O meglio noi di domande ce ne facciamo e anche tante. Sul come le esprimiamo e su chi dovrebbe trovare le risposte ad alcune annose questioni sulle violenze e soprattutto sulle violenze negli spazi ancora di strada ne abbiamo da fare. Una strada in salita per cui abbiamo attrezzatura, schiena dritta e uno zaino carico. Ma è una strada che, se percorsa da sole, ci fa tornare indietro, al punto di partenza. È ora che di sessismo se ne occupino tutti e tutte, è ora che il femminismo non sia più una delega e neanche un tribunale, è ora che si faccia autocritica su come, dove e quando si debba affrontare il problema. È ora che nessuno venga più giustificato. È ora che anche gli uomini senza ancelle emancipatrici si sveglino. Che se il patriarcato era solo un problema delle donne da mo’ che era finito! Sul come fare questo percorso è ovvio che dobbiamo ancora riflettere, trovare mezzi e metodi adeguati, perché è chiaro che finora non ci sono state grandi vittorie, ma non saranno le femministe a dover far tutto. È tempo che ognun@ si guardi allo specchio e di fronte al sessismo in qualsiasi forma non faccia finta di niente. Avremo, ahinoi, ancora occasione di parlarne.

Ribadiamo che contro la violenza la solidarietà nelle sue mille sfaccettature fa la differenza. Ribadiamo che l’oggetto da porre sotto giudizio – qualsiasi forma di giudizio – non è e non sarà mai la vittima di violenza. Ribadiamo che sostenere chi ha subito violenza è la cosa prioritaria. Ma non dobbiamo dimenticarci chi è uno stupratore e chi sono i suoi complici (e con complici intendiamo non solo chi è uno stupratore, ma tutti quelli che in questo periodo hanno sprecato parole per “giudicare” la ragazza). Certo i sessisti ci fanno schifo, ma quello che proviamo per i “compagni” che mischiano estetica militante con analisi infime a fini stigmatizzanti è qualcosa di più, qualcosa di più che non ci farà dimenticare questa storia.

Che i nostri sguardi complici diventino reti invincibili.
Che le nostre lacrime diventino ferite salate per chi ce le ha provocate.

Mujeres Libres Bologna

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26N Pullman per Roma 16 euro

Ci siamo quasi!

Tutt@ pront@ per la partenza!

26N – Manifestazione nazionale non una di meno – Roma

info e prenotazioni pullman 3455055077

PARTENZA sabato 26, ore 07:45 in AUTOSTAZIONE

COSTO BIGLIETTO 16 EURO

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La Violenza Invisibile. Abusi culturali e fisici sulle donne – proiezione documentario e dibattito

mujeresguernellisfondo

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CALL Bombing!! No Emis Killa alla Feltrinelli!

“Pronto? Emis Killa è un maledetto sessista e a Bologna non lo voglio!”

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Il 27 ottobre la libreria Feltrinelli di piazza Ravegnana ospiterà Emis Killa, rapper di dubbio gusto che non ha vergogna nel manifestare sessismo, misoginia, odio verso le donne. Una delle perle di questo raffinato poeta è la canzone “Tre messaggi in segreteria“, praticamente un incitamento allo stalking e alla violenza sulle donne.

Riportiamo alcuni terrifficanti pezzi:

“Perché ho un amico che ti ha vista in centro
Che parlavi con uno e io non ci sto dentro
E no che non è mica detto che sia come penso
Ma da una settimana hai il cellulare spento
Lo so sono egoista
Un bastardo
Ma preferisco saperti morta che con un altro”
[…]
“E adesso guido verso casa tua che vivi a Monza
Pieno di cattive idee dettate da un sbronza
Volevo abbassare le armi ora dovrò spararti
Non mi dire di calmarmi è tardi stronza
Fanculo il senso di colpa non ci saranno sbocchi
Voglio vedere la vita fuggire dai tuoi occhi
Io c’ho provato e tu mi hai detto no
E ora con quella tua testa ti ci strozzerò”

È inaccettabile che sessisti di questo calibro abbiano spazio e accoglienza. È inacettabile che un personaggio del genere, che purtroppo indubbiamente arriva a ragazze molte giovani, possa incitare alla violenza sulle donne ed essere accolto da una delle più importanti librerie d’Italia. È vergognoso che in un momento in cui le donne subiscono costantemente la violenza maschile e lottano per abbatterla si dia spazio a idee del genere.

La Feltrinelli faccia un passo indietro, si vergogni, chieda scusa e annulli immediatamente questa vergognosa iniziativa!

Fermiamo la violenza sulle donne! Basta sessismo e tutti i loro complici!

Chiamate la Feltrinelli di piazza Ravegnana chiedete l’annullamento dell’iniziativa!
Oppure andate di persona! O mandate una mail!
http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/pages/puntivendita/negozi/trova/emiliaromagna/la-Feltrinelli-Librerie-Bologna-Ravegnana.html

Arrabbiatevi: contro Emis Killa, contro il sessismo!

Ci sentiranno oggi, ci sentiranno il 26 novembre a Roma (https://mujeres-libres-bologna.noblogs.org/post/2016/10/19/tutt-insieme-a-roma/), ci sentiranno sempre finché ci sarà la violenza contro le donne!

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