
Qualche settimana fa abbiamo accompagnato una sorella nel suo percorso di interruzione volontaria di gravidanza. Ci ha regalato la sua testimonianza fatta di ostacoli, attese, gioie e sollievo. Nella cura e nell’ascolto troviamo la forza per lottare per la nostra autodeterminazione. Se hai voglia di condividere con qualcuna la tua esperienza, scrivici! Vi lasciamo alle sue parole:
Ciao, oggi sto bene, ieri non ho avuto nausea, nulla, avevo fame ho mangiato leggero bevuto acqua e non mi sono fatta mancare neanche la coccola di un po’ di gelato! Poche perdite, oggi sto bene, stop alle nausee e tutti i sintomi di gravidanza, come se fossi rinata in un certo senso, mi sento contenta e piena di energie!
La cosa negativa è stata che nessuno è potuto entrare con noi, i nostri accompagnatori…. A me è stato detto “sei grande, stai da sola”. Sono contenta di aver fatto, mi sento liberata. Però come ti dicevo, ora che ne sono uscita, voglio denunciare il comportamento delle ragazze del consultorio .
Vado il pomeriggio perché la mattina lavoro e all’accoglienza, dietro il bancone all’ingresso non c’è NESSUNO,prima di andare ho provato a chiamare, per capire se dovevo prendere appuntamento, negli orari stabiliti e ovviamente nessuno mi ha risposto.
Allora io dico che ho già il certificato di gravidanza fatto privatamente in data 25 ottobre, solo che a loro non è andato bene perché non c’era datazione per dimensione del prodotto del concepimento ma solo la datazione in base all’ultima mestruazione.
Lì per lì scelgono di farmelo valere e mi prendono un appuntamento in consultorio solo per fare ecografia per la datazione giusta. Torno per l’appuntamento dell’ecografia e qui sono stata trattata da cani, letteralmente da cani, La dottoressa è stata di una supponenza assurda, ha letto i miei fogli sbuffando tutto il tempo, lamentandosi e arrabbiandosi da sola perché non capiva che cosa dovessi fare.
Finita l’ecografia ritorno dall’ostetrica dell’inizio, che mi aveva detto di ritornare da lei per capire il da farsi. Lei prende tutti i miei fogli con la programmazione che mi avevano fatto, e chiama almeno altre 3 ostetriche per capire cosa fare. Io non ero contemplata, non potevo parlare o comunque non ero considerata abbastanza intelligente.
Due giorni dopo torno perché dovevo fare il colloquio previsto nel percorso. Quel giorno avevo appuntamento alle 10.30, nessuno in accoglienza, mi metto in corridoio. Ad un certo punto entra una ragazza credo di origini senegalesi con una carrozzina con una bimba di qualche mese, entra in una stanza e poi va in un altro ambulatorio, probabilmente doveva fare una visita ginecologica. L’ostetrica ne approfitta per prendere la bambina dalla carrozzina e le fa fare letteralmente il giro di tutto il consultorio, la porta in braccio a trofeo mostrandola a tutte le sue colleghe e alle persone che stavano aspettando fuori dagli ambulatori, tra cui anche io. Completamente indelicata e fuori luogo, considerando quello che dovevo fare.Però vabbè io aspetto ancora, finché la stessa ostetrica che aveva fatto il giro con il trofeo capisce forse dalla mia faccia che non ne avevo mezza mi dice che mi avrebbe seguito lei nonostante non fosse su quel servizio quella mattina.
È stata lei a dirmi che potevano anche farmi valere il certificato privato che avevo dall’inizio e che non capisce perché non l’hanno considerato valido. Esordisce con: “ti hanno detto che devi fare la chirurgica vero? O non lo sai?”. E io cado dal pero completamente, nessuno me lo aveva detto, due giorni prima mi avevano assicurato che avrei potuto fare la farmacologica. Io non volevo fare la chirurgica perché volevo svolgere tutto il percorso in maniera riservata. È andata così, alle fine di ottorbre ho dovuto aspettare fino a quasi la fine di novembre per far finire tutto. Il lato positivo è che per lavoro incontro tante ragazze adolescenti che potrebbero incappare in questa problematica e ora posso aiutarle concretamente, indicando loro come muoversi. Pensare che mesi prima, essendo io una professionista sanitaria, avevo proprio richiesto di fare tirocinio in quella sede, perché pensavo facessero un lavoro stupendo in teoria, Alla fine mi avevano risposto, ma tardi. Forse è andata bene così.
Il mio sogno è entrarci come professionista, lavorare lì e rivoluzionare le cose, perché basta con i bigottismi, non stiamo infrangendo la legge ma proteggendo un sacro diritto e libertà della donna, perché di questo si parla.Ciao oggi sto bene, ieri non ho avuto nausea, nulla, avevo fame ho mangiato leggero bevuto acqua e non mi sono fatta mancare neanche la coccola di un po’ di gelato! Poche perdite, oggi sto bene, stop alle nausee e tutti i sintomi di gravidanza, come se fossi rinata in un certo senso, mi sento contenta e piena di energie!
La cosa negativa è stata che nessuno è potuto entrare con noi, i nostri accompagnatori…. A me è stato detto “sei grande, stai da sola”. Sono contenta di aver fatto, mi sento liberata. Però come ti dicevo, ora che ne sono uscita, voglio denunciare il comportamento delle ragazze del consultorio .
Vado il pomeriggio perché la mattina lavoro e all’accoglienza, dietro il bancone all’ingresso non c’è NESSUNO,prima di andare ho provato a chiamare, per capire se dovevo prendere appuntamento, negli orari stabiliti e ovviamente nessuno mi ha risposto.
Allora io dico che ho già il certificato di gravidanza fatto privatamente in data 25 ottobre, solo che a loro non è andato bene perché non c’era datazione per dimensione del prodotto del concepimento ma solo la datazione in base all’ultima mestruazione.
Lì per lì scelgono di farmelo valere e mi prendono un appuntamento in consultorio solo per fare ecografia per la datazione giusta. Torno per l’appuntamento dell’ecografia e qui sono stata trattata da cani, letteralmente da cani, La dottoressa è stata di una supponenza assurda, ha letto i miei fogli sbuffando tutto il tempo, lamentandosi e arrabbiandosi da sola perché non capiva che cosa dovessi fare.
Finita l’ecografia ritorno dall’ostetrica dell’inizio, che mi aveva detto di ritornare da lei per capire il da farsi. Lei prende tutti i miei fogli con la programmazione che mi avevano fatto, e chiama almeno altre 3 ostetriche per capire cosa fare. Io non ero contemplata, non potevo parlare o comunque non ero considerata abbastanza intelligente.
Due giorni dopo torno perché dovevo fare il colloquio previsto nel percorso. Quel giorno avevo appuntamento alle 10.30, nessuno in accoglienza, mi metto in corridoio. Ad un certo punto entra una ragazza credo di origini senegalesi con una carrozzina con una bimba di qualche mese, entra in una stanza e poi va in un altro ambulatorio, probabilmente doveva fare una visita ginecologica. L’ostetrica ne approfitta per prendere la bambina dalla carrozzina e le fa fare letteralmente il giro di tutto il consultorio, la porta in braccio a trofeo mostrandola a tutte le sue colleghe e alle persone che stavano aspettando fuori dagli ambulatori, tra cui anche io. Completamente indelicata e fuori luogo, considerando quello che dovevo fare.Però vabbè io aspetto ancora, finché la stessa ostetrica che aveva fatto il giro con il trofeo capisce forse dalla mia faccia che non ne avevo mezza mi dice che mi avrebbe seguito lei nonostante non fosse su quel servizio quella mattina.
È stata lei a dirmi che potevano anche farmi valere il certificato privato che avevo dall’inizio e che non capisce perché non l’hanno considerato valido. Esordisce con: “ti hanno detto che devi fare la chirurgica vero? O non lo sai?”. E io cado dal pero completamente, nessuno me lo aveva detto, due giorni prima mi avevano assicurato che avrei potuto fare la farmacologica. Io non volevo fare la chirurgica perché volevo svolgere tutto il percorso in maniera riservata. È andata così, alle fine di ottorbre ho dovuto aspettare fino a quasi la fine di novembre per far finire tutto. Il lato positivo è che per lavoro incontro tante ragazze adolescenti che potrebbero incappare in questa problematica e ora posso aiutarle concretamente, indicando loro come muoversi. Pensare che mesi prima, essendo io una professionista sanitaria, avevo proprio richiesto di fare tirocinio in quella sede, perché pensavo facessero un lavoro stupendo in teoria, Alla fine mi avevano risposto, ma tardi. Forse è andata bene così.
Il mio sogno è entrarci come professionista, lavorare lì e rivoluzionare le cose, perché basta con i bigottismi, non stiamo infrangendo la legge ma proteggendo un sacro diritto e libertà della donna, perché di questo si parla.