Qualche settimana fa Anna ci ha regalato la sua testimonianza di paura, sostegno, accoglienza e liberazione. Nella cura e nell’ascolto troviamo la forza per lottare per la nostra autodeterminazione. Se hai voglia di condividere con qualcuna la tua esperienza, scrivici! Vi lasciamo alle sue parole:
A febbraio 2022 ho affrontato l’IVG presso l’ospedale di Ravenna. Grazie alla tempestività della diagnosi, sono riuscita ad accedere al metodo farmacologico.
Quando ho scoperto di essere incinta ero sola, lontana da casa per motivi di studio. Ricordo una grande paura, alimentata soprattutto dal non sapere quali fossero i passaggi burocratici e medici da affrontare. Fortunatamente, ho trovato subito il sostegno di mia madre e della mia migliore amica.
Il percorso è iniziato con un test beta-hCG in farmacia, necessario per la prenotazione in consultorio. Nonostante la rapidità del primo appuntamento (fissato per il giorno successivo), ho dovuto attendere un’ulteriore settimana per ottenere il certificato: alla prima visita era ancora “troppo presto” per confermare che la gravidanza fosse uterina. Ho chiesto che venisse applicata l’urgenza per poter conciliare l’intervento con i miei impegni universitari fuori sede. A causa delle restrizioni Covid-19, sono dovuta andare in ospedale da sola.
L’iter farmacologico si è svolto in due fasi: la prima pillola non ha presentato alcun effetto collaterale; la seconda pillola (dopo due giorni) ha indotto l’espulsione. Ha causato una “mestruazione” molto intensa e, ammetto, un po’ dolorosa, ma nel giro di un paio di giorni mi sono ripresa completamente.
Dal punto di vista medico e umano, la mia esperienza è stata molto positiva. Ho incontrato personale competente che non mi ha mai messa in difficoltà, né giudicata. Mi sono sentita fortunata e privilegiata per essere nata in Romagna: so bene che ricevere un trattamento così dignitoso e privo di ostacoli ideologici, purtroppo, non è affatto scontato.
Provare quel senso di liberazione finale mi ha confermato una certezza: dobbiamo continuare a lottare per il diritto all’aborto. Ogni persona deve poter scegliere liberamente il proprio futuro, e accedere a cure sicure non deve essere un privilegio, ma una garanzia per tutt3.